CARACAS/HOUSTON - La compagnia statunitense Chevron accelera sulla sua strategia in Venezuela, siglando due accordi chiave con la compagnia statale PDVSA per espandere le operazioni nella Faja dell’Orinoco, una delle aree petrolifere più ricche al mondo.
L’intesa è stata formalizzata a Caracas, nel palazzo presidenziale di Miraflores, dove il rappresentante di Chevron Mariano Vela ha firmato l’accordo alla presenza della presidente ad interim Delcy Rodríguez, sottolineando il valore politico oltre che industriale dell’operazione.
Il patto prevede uno scambio di asset che consente al gruppo di concentrare le attività sul greggio extra-pesante, abbandonando al contempo alcune risorse considerate meno strategiche. In particolare, Chevron aumenterà la propria quota nel progetto Petroindependencia, portandola al 49% dal precedente 35,8%, rafforzando così il controllo operativo nella regione.
Parallelamente, la società ha accettato di cedere due blocchi di gas offshore, inclusa la promettente area di Loran, e una partecipazione in un piccolo progetto petrolifero nell’ovest del Paese. In cambio, entrerà in possesso di una nuova area petrolifera, Ayacucho 8, che verrà integrata nel progetto Petropiar, già il principale asset dell’azienda in Venezuela.
La Faja dell’Orinoco rappresenta il cuore della strategia di Chevron: si tratta della più grande riserva mondiale di greggio extra-pesante, con volumi elevati ma complessi da estrarre. L’obiettivo è aumentare la produzione sfruttando infrastrutture esistenti e beneficiando delle recenti riforme legislative che hanno aperto il settore agli investimenti stranieri.
Secondo fonti industriali, le joint venture tra Chevron e PDVSA producono circa 260mila barili al giorno, una quota importante della produzione nazionale. L’azienda punta a incrementare l’output fino al 50% nei prossimi due anni, consolidando la propria posizione nel Paese.
Le nuove intese si consolidano in un contesto profondamente cambiato. Dopo la revisione della legge sugli idrocarburi approvata a inizio anno, Caracas mira ad attrarre capitali internazionali offrendo condizioni più favorevoli e maggiore flessibilità operativa.
L’accordo con Chevron è tra i primi di ampia portata dopo il piano di rilancio del settore energetico sostenuto dagli Stati Uniti. Anche altri gruppi, come Shell, si preparano a espandere la propria presenza, soprattutto nel gas offshore.
Per il governo venezuelano, l’obiettivo è aumentare la produzione e generare entrate. Per Chevron, invece, si tratta di rafforzare la propria posizione in uno dei bacini più strategici al mondo, puntando su asset ad alto potenziale.