ROMA - Il governo ragiona su come rimodulare gli aiuti contro il caro energia, ma nella maggioranza emergono divergenze sulla strategia da seguire. 

L’ipotesi di un voucher destinato alle fasce più fragili, tornata a circolare negli ultimi giorni, non ha infatti trovato spazio nel Consiglio dei ministri e - assicurano fonti dell’esecutivo - non era all’ordine del giorno della riunione. 

Lo strumento, già ipotizzato nelle prime settimane della nuova guerra del Golfo come bonus antirincari e poi archiviato in favore del taglio generalizzato delle accise, non convince la Lega, che avrebbe fatto arrivare il proprio no ai ministri del Carroccio, tra cui il titolare dell’Economia Giancarlo Giorgetti. 

Ma il voucher non entusiasma nemmeno una parte di Fratelli d’Italia, nonostante tra i suoi sponsor iniziali ci fosse stato il ministro Adolfo Urso quando il governo studiava il primo pacchetto di interventi. 

A frenare sarebbe stata proprio la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, alla luce dei malumori interni alla coalizione e delle difficoltà nel definire la platea dei beneficiari, che rimane il nodo più dibattuto. 

Una delle ipotesi era infatti guardare agli attuali destinatari della Carta dedicata a te, misura rivolta ai residenti in Italia entro un certo limite Isee, ma per la Lega un intervento di questo tipo non darebbe sollievo al ceto medio e a chi lavora, cioè a chi sarebbe più colpito dai rincari di benzina e diesel perché deve usare l’auto ogni giorno. 

Il sostegno al potere d’acquisto resta anche uno degli obiettivi dichiarati da Fratelli d’Italia e per questo, per ora, la strada resta quella del taglio delle accise. 

La proroga arriverà con un decreto ministeriale, senza bisogno di un nuovo passaggio in Consiglio dei ministri, e il governo attende di calcolare l’extragettito Iva sui carburanti per definire durata e copertura della misura. 

“Interverremo con decreto ministeriale, con il noto meccanismo”, ha spiegato Giorgetti, sottolineando che la crisi energetica non ha ancora mostrato tutti i suoi effetti e ogni intervento dovrà essere calibrato evitando fughe in avanti e misure difficili da sostenere a medio-lungo termine. 

“Valuteremo con calma perché lo spazio non è esagerato e non possiamo permetterci di sbagliare nel dosare le misure”, ha detto, spiegando che il governo dovrà capire bene “come aiutare le famiglie e come aiutare le imprese più meritevoli”. 

Anche da Bruxelles arriva un invito alla prudenza, e i parametri esatti per la nuova flessibilità sull’energia saranno definiti nelle prossime settimane attraverso il confronto tra Commissione e Stati membri. 

L’indicazione europea è che gli interventi non debbano trasformarsi in sussidi generalizzati alle bollette, ma puntare a ridurre la dipendenza dai combustibili fossili.