PARMA - Tre mancate qualificazioni consecutive ai Mondiali rappresentano una ferita ancora aperta per il calcio italiano. Ne è convinto Giorgio Chiellini, oggi director of football strategy della Juventus, intervenuto alla terza edizione del Festival della Serie A in corso a Parma.

“Abbiamo appena visto l’Under 17 arrivare in finale e questo dimostra che i giovani di talento non mancano - ha dichiarato l’ex capitano della Nazionale -. È evidente però che manca un pezzo importante del percorso. Tre non qualificazioni consecutive ai Mondiali sono un peso difficile da sopportare e due di queste le ho vissute in prima persona”.

Per Chiellini, il movimento calcistico italiano deve avviare una profonda riflessione per ritrovare la propria identità. “C’è da scavare nel profondo per recuperare qualcosa che si è smarrito negli ultimi anni, ma non è tutto da buttare. I ragazzi ci sono e il talento va coltivato meglio. Probabilmente abbiamo toccato il fondo e ora c’è la volontà di costruire un progetto più condiviso tra tutte le componenti del calcio italiano”.

L’ex difensore bianconero ha sottolineato la necessità di una strategia comune e di lungo periodo. “Adesso spetta a tutti noi, insieme alla governance del calcio italiano, cambiare marcia attraverso un progetto serio. Non possiamo continuare a nasconderci dietro un dito: serve assumersi delle responsabilità e lavorare nella stessa direzione”.

Chiellini ha poi ricordato il trionfo di Euro 2020, conquistato da capitano della Nazionale guidata da Roberto Mancini. “Avevo già 37 anni e arrivavo da un infortunio importante. Quel gruppo è andato avanti anche senza di me, perché i leader erano tanti. In quella squadra responsabilità e meriti erano condivisi, ed è questo che accade nei gruppi vincenti”.

Parole che suonano come un invito a ripartire proprio dallo spirito che portò gli azzurri sul tetto d’Europa, nella speranza di lasciarsi alle spalle una delle pagine più difficili della storia recente del calcio italiano.