CANBERRA - L’economia australiana sta entrando in una fase di rallentamento e questo, secondo la Reserve Bank of Australia (RBA), contribuirà nel tempo a riportare l’inflazione sotto controllo.
La valutazione è emersa ieri durante un’audizione al Senato, dopo che i dati dell’Australian Bureau of Statistics (ABS) hanno mostrato una crescita del PIL dello 0,3 per cento nel primo trimestre dell’anno, in calo rispetto allo 0,9 per cento registrato nei tre mesi precedenti. Su base annua, la crescita è rimasta al 2,5 per cento.
La capo economista della RBA, Sarah Hunter, ha detto che il dato era sostanzialmente in linea con le attese della Banca centrale. Secondo le sue previsioni, la crescita annua del PIL dovrebbe rallentare fino a circa l’1,4 per cento entro giugno 2027.
“Pensiamo che l’economia entrerà ora in una fase di rallentamento”, ha detto Hunter. I tassi d’interesse più alti dovrebbero mantenere la crescita sotto la capacità potenziale dell’economia, cioè sotto il ritmo sostenibile senza nuove spinte inflazionistiche, fino al 2028. Con il progressivo riassorbimento dello scarto tra produzione effettiva e capacità produttiva, l’inflazione dovrebbe tornare verso l’obiettivo del 2,5 per cento.
La governatrice Michele Bullock ha respinto l’idea che l’Australia sia in stagflazione. L’inflazione resta sopra il target, ma l’economia continua a crescere, anche se lentamente, e il mercato del lavoro rimane solido. “Penso che siamo di fronte a uno shock dell’offerta”, ha detto. La stagflazione, ha precisato, indica un periodo prolungato di inflazione alta, crescita molto debole e cattivi risultati occupazionali. “Non siamo in quella situazione”.
Bullock ha anche ridimensionato l’impatto del bilancio federale sulle valutazioni della RBA. Secondo la Banca centrale, le misure fiscali non modificano in modo rilevante il quadro sull’inflazione rispetto all’aggiornamento di dicembre.
Anche il Dipartimento del Tesoro ha indicato che le controverse modifiche a negative gearing, imposta sulle plusvalenze e trust avranno effetti limitati su crescita e produttività nel breve periodo. Angelia Grant, vice segretaria per la macroeconomia, ha detto che il pacchetto non cambia i parametri di medio termine. La segretaria del Tesoro Jenny Wilkinson ha invece indicato altre misure del bilancio, tra cui incentivi per ricerca e sviluppo, regole sulle perdite d’impresa e soglie per il venture capital, come possibili leve per la produttività.
Il dato resta però debole: la produttività, misurata come PIL per ora lavorata, è scesa dello 0,6 per cento nel primo trimestre del 2026.
Sul mercato immobiliare, Commonwealth Bank prevede un impatto più forte delle riforme fiscali rispetto alle stime del Dipartimento del Tesoro: un freno del 5 per cento sui prezzi delle abitazioni nel 2026, contro il 2 per cento ipotizzato dal governo. Bullock ha detto di non essere particolarmente preoccupata dal rischio che, in caso di calo dei prezzi, gli acquirenti della prima casa con depositi del 5 per cento si ritrovino con un mutuo residuo superiore al valore dell’abitazione, perché casi simili sono oggi quasi inesistenti. Il punto decisivo, ha aggiunto, resta la tenuta dell’occupazione.
Il ministro per l’Alloggio Clare O’Neil ha evitato di dire se il calo dei prezzi sia positivo o negativo, ma ha osservato che una crescita del 400 per cento in 25 anni non è sostenibile per il Paese.