ROMA - Diventa legge il consenso informato nelle scuole per le attività extracurriculari e gli ampliamenti dell’offerta formativa sui temi legati all’ambito sessuale.
Il Senato ha approvato definitivamente il provvedimento con 78 voti favorevoli e 38 contrari, tra le proteste delle opposizioni.
La legge prevede che le famiglie, o gli studenti se maggiorenni, vengano informati preventivamente e possano esprimere per iscritto il proprio consenso alla partecipazione alle iniziative.
Per le scuole medie e superiori, il consenso informato diventa obbligatorio, e prima di raccogliere l’autorizzazione gli istituti dovranno fornire informazioni dettagliate su obiettivi, contenuti, materiali didattici ed eventuali esperti esterni coinvolti.
Per gli studenti che non parteciperanno, la scuola dovrà predisporre attività formative alternative.
Diversa la disciplina per la scuola dell’infanzia e per la primaria. In questi casi, la legge introduce un divieto, e i temi legati all’ambito sessuale non potranno essere affrontati in alcuna forma.
Il ministro dell’Istruzione Giuseppe Valditara rivendica il provvedimento come una misura a tutela dei minori e del ruolo delle famiglie.
“Tuteliamo i bambini dalla confusione della propaganda gender e ridiamo voce ai genitori sulle tematiche della identità di genere per i figli adolescenti minorenni”, afferma, respingendo le accuse dell’opposizione.
“Non è vero che con questa legge non si potrà fare educazione affettiva”, dice il ministro, sottolineando che “il governo per la prima volta ha reso stabilmente obbligatoria in tutti i gradi di scuola l’educazione al rispetto, alle relazioni e alla empatia”.
Il voto finale è stato accompagnato da forti tensioni in Aula. Il senatore del Pd Filippo Sensi ha raccontato che durante i lavori si è sfiorato lo scontro fisico con Valditara, accusato dall’esponente dem di essere rimasto assente durante l’esame del provvedimento.
Oltre al centrodestra, esultano Pro Vita e il Moige, che definiscono l’approvazione un “passo storico”. Soddisfazione anche dal network “Ditelo sui tetti”, secondo cui il ddl Valditara rafforza l’alleanza tra famiglia e scuola.
Per Alleanza Verdi e Sinistra, invece, si tratta di una legge “integralista e ideologica”. Giudizio negativo condiviso da Marta Bonafoni, del Pd, che parla di “pagina nera”.
Critiche arrivano anche dalle associazioni, a partire da Save the Children che ricorda che in Italia meno della metà degli adolescenti, il 47%, ha fatto educazione sessuale e affettiva a scuola.
Per Differenza donna, il provvedimento “blocca il cambiamento verso la civiltà”, e la fondazione Una nessuna centomila denunce il rischio di aumentare “l’oscurantismo”, lasciando i ragazzi a cercare risposte da soli sul web.