ROMA - La legge sul fine vita torna in commissione al Senato, e per le opposizioni il suo destino è ormai segnato. 

L’Aula di Palazzo Madama ha approvato con 88 voti favorevoli e 59 contrari la richiesta di sospensiva avanzata dalla maggioranza, rinviando l’esame del provvedimento che avrebbe dovuto approdare in Aula dopo il via libera unanime della conferenza dei capigruppo. 

Una decisione che ha scatenato la protesta del centrosinistra e del Movimento 5 Stelle, convinti che il centrodestra stia di fatto affossando la legge. 

Il nodo resta il coinvolgimento del Servizio sanitario nazionale nelle procedure di morte volontaria medicalmente assistita, punto su cui la maggioranza continua a cercare una sintesi tra sensibilità diverse, soprattutto tra Forza Italia e Fratelli d’Italia. 

“La richiesta di tornare in commissione sul fine vita non è una strategia dilatoria”, afferma la capogruppo azzurra al Senato Stefania Craxi, rivendicando la scelta del suo partito di riportare il dossier al centro del confronto parlamentare. 

Secondo la senatrice, il Parlamento “non può più sottrarsi a una materia che riguarda la persona, la sua libertà, la sua dignità”. 

Anche Ignazio Zullo, co-relatore del provvedimento e capogruppo di Fratelli d’Italia in commissione Sanità, difende il rinvio, spiegando che l’obiettivo è arrivare a una proposta “quanto più condivisa possibile per il bene degli italiani, evitando velleità ideologiche”. 

Di tutt’altro segno la reazione delle opposizioni. 

Elly Schlein definisce il rinvio “vergognoso”, tanto più nel giorno in cui una donna di Trieste, Lucia, è andata in Svizzera “per avere quelle risposte che non può avere in Italia”. 

I capigruppo del Pd Chiara Braga e Francesco Boccia accusano la maggioranza di avere affossato “definitivamente una legge necessaria, attesa, invocata dalla Corte costituzionale”. 

Secondo i dem, il ddl Bazoli, firmato da tutte le opposizioni, rappresentava “un punto di equilibrio serio tra autodeterminazione della persona, responsabilità pubblica e tutela della dignità umana”. 

Critica anche Mariolina Castellone, del Movimento 5 Stelle. 

“La richiesta di sospensiva sul fine vita non ci sorprende, perché da quattro anni siamo abituati al fatto che la maggioranza prende tempo quando non vuole prendere decisioni scomode”, afferma, sottolineando che “questa volta parliamo di persone che soffrono e che purtroppo di tempo non ne hanno”. 

Per Riccardo Magi, segretario di Più Europa, “la destra italiana rappresenta la retroguardia umana e legislativa rispetto a quanto accade in tutto il resto d’Europa”.