MANCHESTER (INGHILTERRA) - “Quello che posso dire al momento è che siamo tutti sicuri di portare qui il giusto allenatore per questo club. Abbiate solo un po’ di pazienza, molto presto lo annunceremo e vedrete che abbiamo scelto e ingaggiato il miglior allenatore possibile per questo club”. Khaldoon Al Mubarak non si sbottona e anche se da più parti Enzo Maresca viene indicato come prossimo allenatore del Manchester City evita annunci, anche perchè il tecnico italiano è ancora sotto contratto col Chelsea dopo l’esonero di gennaio.

Per quanto riguarda il mercato, via Stones e Bernardo Silva a parametro zero, il primo tentativo per Elliot Anderson del Nottingham Forest non è andato a segno e il Mondiale all’orizzonte “non credo che renda le cose più o meno complicate - assicura il presidente del City - Fa parte del gioco, fa parte del business. Sappiamo come gestirla, sappiamo cosa vogliamo, sappiamo di cosa abbiamo bisogno e sappiamo come procedere. Non dimenticate che a gennaio abbiamo effettuato due acquisti molto importanti, Marc Guehi e Antoine Semenyo. Come abbiamo sempre dimostrato siamo organizzati e, quando serve essere determinati e anticipare i tempi, lo facciamo. Ed è esattamente ciò che abbiamo fatto in questi due casi”.

Al Mubarak rivela poi che in questi 10 anni Guardiola più volte è stato sul punto di andare via. “Nel corso di questi anni siamo diventati amici molto stretti. Mi considero il suo psichiatra. Ho dovuto aiutarlo nel corso degli anni. Non nei momenti belli - quelli sono facili - ma nelle fasi difficili. E inevitabilmente in questi dieci anni abbiamo vissuto molti alti e alcuni bassi. E nei momenti difficili si sarà dimesso almeno 100 volte in questi dieci anni. Ogni volta che si dimetteva o pensava fosse arrivato il momento di andarsene, io lo convincevo a tornare, e così fino a quando non fosse arrivato il momento in cui Pep avesse deciso che era davvero il momento di lasciare. E quel momento è arrivato. Posso dirvi che questa volta non ho fatto alcun tentativo di convincerlo a restare, perché sapevo che era davvero serio nelle sue intenzioni”.

E per quanto riguarda il futuro del City assicura: “Siamo molto lontani dall’aver raggiunto il nostro apice. Guardate a dove eravamo nel 2008 e dove siamo oggi. Questo è un club progettato e costruito per vincere”.