ROMA - La Camera ha approvato in prima lettura il disegno di legge delega sul nucleare sostenibile. Il testo ha ottenuto 155 voti favorevoli, 86 contrari e 8 astenuti e ora passa al Senato.
Per il governo si tratta del primo passo verso la costruzione di un nuovo quadro normativo che consenta all’Italia di valutare il ritorno al nucleare civile, puntando sulle nuove tecnologie e sui piccoli reattori modulari.
“Con l’approvazione alla Camera della legge delega sul nucleare sostenibile, compiamo un passo importante per il futuro energetico dell’Italia”, ha detto il ministro dell’Ambiente e della Sicurezza energetica, Gilberto Pichetto Fratin.
Secondo il ministro, l’obiettivo è porre le condizioni affinché il Paese sia pronto ad adottare la transizione “quando le nuove tecnologie saranno mature e disponibili all’inizio del prossimo decennio”.
Pichetto ha indicato anche una possibile finestra temporale per la produzione di energia da fonte atomica. “Da fissione, vi dico 2034-2035”, ha spiegato, sottolineando che il testo riguarda “solo il nucleare civile”.
Il governo punta a presentare al Parlamento i decreti attuativi entro Natale.
“La sfida è consegnare a questo Paese un quadro giuridico in questa legislatura affinché per la fine di questo decennio si possano fare le scelte necessarie per dare all’Italia quell’integrazione di energia di cui ha bisogno”, ha aggiunto Pichetto.
Per il ministro, il nucleare dovrà affiancare le rinnovabili e altre fonti come l’idrogeno, in un contesto di domanda energetica destinata a crescere per effetto dell’intelligenza artificiale, dei data center e dell’elettrificazione industriale e civile.
“Il nucleare sostenibile significa più sicurezza energetica, più decarbonizzazione, più indipendenza”, ha affermato, sostenendo che “chi sarà in grado di produrre energia sarà più libero, più forte e più sicuro”.
Pichetto ha respinto l’idea che si tratti di una scelta ideologica. “Non è una bandiera, è uno strumento da valutare con serietà, fiducia nella ricerca e responsabilità verso le prossime generazioni”.
In Aula, durante il voto, i deputati di Alleanza Verdi e Sinistra hanno protestato esponendo cartelli contro il ritorno al nucleare e sul possibile posizionamento delle centrali in Italia. Dopo l’approvazione, Avs ha organizzato anche un flash mob davanti a Montecitorio.
“La destra italiana è sempre la stessa: si scandalizzano quando chiediamo di tassare i super ricchi, ma non hanno un problema a tassare la maggioranza degli italiani con il caro energia”, ha detto Nicola Fratoianni.
Secondo il leader di Sinistra Italiana, il governo avrebbe dovuto investire sulle energie rinnovabili, definite “più sicure, più pulite, più democratiche e meno costose”.
“Con questa scelta propagandistica sul nucleare hanno confermato di essere contro gli interessi del Paese”, ha aggiunto Fratoianni.