BUENOS AIRES – In occasione delle celebrazioni per l’80° anniversario della Repubblica Italiana, l’Ambasciatore d’Italia in Argentina, Fabrizio Nicoletti, ha presieduto lunedì la sua prima Festa della Repubblica da quando ha assunto l’incarico, a novembre 2025. E ha colto l’occasione per riaffermare i legami storici tra i due Paesi, difendere il multilateralismo e mettere in evidenza le opportunità che si aprono per le relazioni bilaterali.
Davanti alle autorità nazionali, ai rappresentanti del corpo diplomatico e ai membri della collettività italiana, Nicoletti ha ricordato che la ricorrenza celebra i valori fondanti della Repubblica nata nel 1946.
“Oggi celebriamo gli 80 anni della Repubblica Italiana. Grazie per essere con noi in una giornata che simboleggia i valori della libertà, della democrazia e del rispetto del diritto”, ha affermato.
Il diplomatico ha dedicato buona parte del suo intervento a una riflessione sul contesto internazionale, segnato da conflitti armati e tensioni geopolitiche.
“Viviamo un momento internazionale particolarmente complesso. Assistiamo a gravi violazioni del diritto internazionale”, ha dichiarato, facendo riferimento alla guerra tra Russia e Ucraina, al conflitto in Medio Oriente e ad altri focolai di crisi che interessano diverse regioni del mondo.
In questo contesto, ha sostenuto che “la pace richiede un impegno costante” e ha rivendicato il ruolo della diplomazia come strumento fondamentale per evitare l’escalation dei conflitti. “L’Italia, così come l’Argentina, crede fermamente nel dialogo, nel multilateralismo e nel rispetto delle regole internazionali come strumenti essenziali per la stabilità”, ha sottolineato.
Nicoletti ha inoltre evidenziato che entrambi i Paesi condividono la necessità di una riforma del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite e ha difeso la cooperazione internazionale come risposta alle sfide globali.
L’ambasciatore ha poi posto l’attenzione sulle opportunità economiche che si presentano per entrambe le nazioni. “L’America Latina sta crescendo con forza e si apre una finestra che dobbiamo saper cogliere”, ha affermato, prima di soffermarsi sull’accordo tra l’Unione Europea e il Mercosur.
“Il trattato va in questa direzione. Favorirà il commercio e aumenterà le esportazioni”, ha dichiarato. Secondo Nicoletti, l’Italia ha sostenuto l’intesa con una “visione pragmatica”, convinta delle opportunità che essa può generare per entrambe le regioni.
Nella stessa linea, ha ricordato la forte vocazione esportatrice dell’Italia e l’obiettivo di raggiungere i 700 miliardi di euro di esportazioni annue entro il 2027. “È un obiettivo ambizioso, ma siamo convinti di poterlo raggiungere perché la qualità italiana è più forte di qualsiasi barriera tariffaria”, ha assicurato.
Nicoletti ha inoltre ribadito l’interesse italiano a rafforzare ulteriormente la propria presenza economica in Argentina. “L’Italia continua a investire in Argentina confidando nel suo enorme potenziale”, ha affermato. Ha però osservato che, per attrarre nuovi investimenti, sono indispensabili “stabilità economica, prevedibilità e un quadro giuridico solido”, condizioni che ha definito essenziali per promuovere uno sviluppo sostenibile e duraturo.
L’ambasciatore ha ricordato che uno dei principali strumenti della cooperazione bilaterale è rappresentato dal Piano d’Azione Italia-Argentina 2025-2030, firmato dai due governi, che prevede iniziative nei settori economico, produttivo, tecnologico, scientifico e culturale.
Le sue parole sono apparse ancora più importanti, visto che al ricevimento erano presenti politici italiani e argentini. Per l’Italia, i parlamentari del Maie Mario Borghese (senatore) e il deputato Franco Tirelli, accompagnati dal presidente del partito Ricardo Merlo e dal presidente del Comites di Buenos Aires Darío Signorini.
Sul fronte argentino, il capo gabinetto del governo Manuel Adorni, il ministro della Salute Mario Lugones, il ministro della Difesa Carlos Alberto Presti e il segretario al Turismo e Ambiente Daniel Scioli.
“Vogliamo un’Argentina forte e stabile – ha affermato –. Un’Argentina solida contribuisce a un emisfero sud forte e stabile, a beneficio di tutti”.
Nella parte finale del suo discorso, Nicoletti si è rivolto in modo particolare alla comunità italo-argentina. Ha ringraziato per l’accoglienza ricevuta dal suo arrivo nel Paese e ha sottolineato la presenza dell’italianità in ogni angolo dell’Argentina. Ha inoltre reso omaggio agli immigrati italiani e ai loro discendenti per il contributo offerto alla costruzione del Paese.
“Grazie ai vostri genitori, nonni, bisnonni e antenati, avete compiuto un lavoro immenso per creare un Paese meraviglioso”’, ha dichiarato, ricordando anche l’attività della rete istituzionale italiana in Argentina, composta dall’Ambasciata, dai Consolati, dagli Istituti Italiani di Cultura e dall’Agenzia Ice, impegnata a promuovere gli scambi commerciali e gli investimenti tra Italia e Argentina.
La Festa della Repubblica ricorda il referendum istituzionale del 2 e 3 giugno 1946, quando per la prima volta nella storia d’Italia uomini e donne furono chiamati alle urne per scegliere tra la continuità della monarchia dei Savoia e l’istituzione della Repubblica.
L’opzione repubblicana ottenne circa il 54% dei voti, ponendo fine alla monarchia e aprendo la strada all’approvazione della Costituzione, entrata in vigore il 1° gennaio 1948. A ottant’anni di distanza, la celebrazione di Buenos Aires ha riportato al centro i valori democratici nati da quella scelta storica e che continuano a definire l’identità della Repubblica Italiana.