Il Mondiale 2026 sarà ricordato come quello delle prime volte. La prima edizione a 48 squadre, la prima ospitata da tre Paesi - Canada, Messico e Stati Uniti - e anche la prima per quattro nazionali che non avevano mai raggiunto la fase finale della Coppa del Mondo.

A vivere un sogno inseguito per anni saranno Uzbekistan, Giordania, Capo Verde e Curaçao, protagoniste di una storica qualificazione che le porterà sul palcoscenico più prestigioso del calcio mondiale. Quattro realtà diverse tra loro, unite dalla stessa emozione: disputare per la prima volta un Mondiale.

Tra le storie più affascinanti c’è quella di Capo Verde, capace di chiudere davanti a una potenza africana come il Camerun nel percorso di qualificazione. La nazionale insulare, inserita nel gruppo H con Spagna, Uruguay e Arabia Saudita, si presenterà con l’ambizione di stupire e con alcuni volti noti al calcio italiano come Jovane Cabral e Dailon Livramento.

Parla invece anche italiano l’avventura dell’Uzbekistan, prima nazionale dell’Asia centrale a conquistare un posto ai Mondiali. In panchina c’è Fabio Cannavaro, campione del mondo nel 2006, mentre il simbolo della squadra è Eldor Shomurodov, protagonista negli ultimi anni anche in Serie A. “Alcuni potrebbero considerarci degli outsider, ma il nostro obiettivo è far cambiare idea a tutti”, ha dichiarato l’attaccante, pronto a guidare i suoi contro Portogallo, Colombia e Repubblica Democratica del Congo.

C’è poi Curaçao, destinata a entrare nella storia come la nazionale più piccola per popolazione ad aver raggiunto una fase finale mondiale. La selezione guidata dall’esperto Dick Advocaat ha costruito la propria qualificazione sull’organizzazione e sul coraggio, guadagnandosi un posto nel gruppo E insieme a Germania, Ecuador e Costa d’Avorio.

Non meno significativa la qualificazione della Giordania, vicecampione d’Asia e trascinata da quella che nel Paese viene considerata la generazione più forte di sempre. Inserita nel gruppo J con Austria, Algeria e Argentina, la nazionale allenata da Jamal Sellami proverà a ritagliarsi uno spazio tra le grandi del calcio mondiale.

Le debuttanti non saranno però le sole a inseguire un traguardo storico. Sono dieci le nazionali che andranno a caccia della loro prima vittoria in una Coppa del Mondo. Tra queste figurano Canada, Egitto, Haiti, Iraq, Nuova Zelanda e Qatar, a conferma di un torneo che si preannuncia più aperto e globale che mai.

Dall’Asia centrale ai Caraibi, passando per il Nord Africa e l’Atlantico, il Mondiale 2026 sarà anche il racconto di chi si affaccia per la prima volta sulla scena più grande. Perché, prima ancora dei trofei, il calcio vive di sogni. E per quattro nazionali quel sogno è appena diventato realtà.