CANBERRA – Il piano federale che consente ai first home buyers di acquistare casa con un deposito del 5% sta evidenziando un effetto non previsto: spingere verso l’alto i prezzi degli immobili più accessibili.
È quanto emerge da un’analisi pubblicata da Cotality, secondo cui le abitazioni rientranti nei limiti del programma hanno registrato aumenti più marcati rispetto al resto del mercato. Nei sei mesi successivi all’estensione dello schema, i prezzi delle case idonee sono saliti del 6,7%, contro il 3,6% delle altre proprietà.
Il meccanismo consente agli acquirenti alla prima esperienza di entrare nel mercato con un deposito ridotto, mentre il governo federale funge da garante per l’ammontare restante. L’effetto immediato, secondo lo studio, è stato un aumento della domanda concentrato su una fascia specifica di immobili.
Il divario è particolarmente evidente a Sydney: le abitazioni sotto il tetto massimo previsto dal programma sono cresciute del 4,1%, mentre quelle sopra la soglia solo dell’1,1%. Un andamento simile si registra in quasi tutte le capitali australiane, con l’eccezione di Canberra, dove la crescita è risultata identica per entrambe le categorie.
Secondo Cotality, il fenomeno è legato anche alle aspettative degli operatori, che hanno anticipato un aumento della competizione dopo l’allargamento del programma lo scorso ottobre.
Nel frattempo, il lato dell’offerta mostra segnali di rallentamento. Il Property Council segnala un calo diffuso delle aspettative di nuovi progetti in tutti gli Stati e Territori nel mese di marzo. Il risultato è un ulteriore ostacolo all’obiettivo nazionale di costruire 1,2 milioni di abitazioni entro metà 2029.
Il contesto internazionale pesa. Il conflitto in Medio Oriente e le tensioni nello Stretto di Hormuz hanno fatto salire il prezzo del gasolio e dei materiali da costruzione, con aumenti fino al 36% per alcuni componenti come le tubature in PVC.
“Con costi elevati e fiducia fragile, anche piccoli aumenti dell’incertezza possono rallentare o bloccare i progetti”, ha spiegato Mike Zorbas, amministratore delegato del Property Council.
Alcuni esperti indicano possibili soluzioni: rivedere gli incentivi fiscali per favorire nuove costruzioni, semplificare le norme urbanistiche e migliorare la produttività del settore edilizio, in calo da oltre un decennio.
Il rischio, nel breve periodo, è che l’aumento della domanda sostenuta dagli incentivi continui a superare la capacità di costruire nuove abitazioni, alimentando ulteriori pressioni sui prezzi.