MELBOURNE – Gli acquirenti di auto sono stati esortati a rimanere “profondamente scettici” di fronte ai proclami dei costruttori, dopo che nuovi test indipendenti hanno evidenziato differenze rilevanti tra dati dichiarati e prestazioni reali.
L’avvertimento giunge dall’Australian Automobile Association (AAA), che ha analizzato 17 veicoli lungo un percorso di 93 chilometri nell’area di Geelong, includendo traffico urbano, strade extraurbane e autostrade. I risultati mostrano che una quota consistente di modelli consuma più carburante del previsto o offre un’autonomia inferiore a quella pubblicizzata.
Sette veicoli hanno superato di oltre il 10 per cento i consumi dichiarati. Il caso più evidente riguarda il SUV ibrido compatto GWM Jolion Hybrid, che ha registrato un consumo superiore del 27 per cento rispetto ai dati di laboratorio. Anche Audi Q5 mild hybrid e GWM Haval H6 Hybrid hanno mostrato scostamenti rilevanti, con uno sforamento in eccesso del 19 per cento.
Non meglio le auto a benzina: la Kia K4 e la Honda ZR-V hanno consumato rispettivamente il 15 e il 10 per cento in più rispetto ai valori ufficiali.
Le criticità riguardano anche le auto elettriche. Due modelli BYD hanno evidenziato autonomie notevolmente inferiori a quelle dichiarate. La Dolphin si è fermata a 313 chilometri contro i 410 dichiarati (−24 per cento), mentre la Sealion 7 ha raggiunto 469 chilometri invece dei 576 indicati.
Secondo l’amministratore delegato dell’AAA, Michael Bradley, i dati confermano la necessità di verifiche indipendenti prima dell’acquisto. “Gli automobilisti hanno ragione a essere scettici - ha dichiarato -. È fondamentale sapere quanto un’auto consumerà davvero e quali saranno i costi effettivi di utilizzo”.
Solo due veicoli hanno registrato risultati migliori delle attese: Subaru Forester AWD e Chery Tiggo 8 Pro, con consumi su strada leggermente inferiori rispetto ai test di laboratorio.
Nel complesso, oltre tre quarti dei veicoli a benzina, diesel e ibridi analizzati nel programma di test reale non hanno rispettato i dati ufficiali. Nessuna delle auto elettriche ha centrato le stime di autonomia.
Il programma, avviato nel 2023, nasce anche sulla scia dello scandalo Volkswagen del 2015, quando emerse l’uso di software per alterare i risultati dei test sulle emissioni.
In un contesto segnato da prezzi del carburante elevati e crescente diffusione di veicoli a basse emissioni, la distanza tra promesse e prestazioni reali torna così sotto i riflettori.