SYDNEY - La difesa dell’uomo che ha ucciso Molly Ticehurst ha attribuito alla procura parte dei rinvii nel procedimento, mentre la famiglia della giovane continua ad attendere la conclusione di un caso che ha scosso l’Australia.
Ticehurst, educatrice di 28 anni, fu trovata morta nella sua abitazione di Forbes, nel centro-ovest del New South Wales, nelle prime ore del 22 aprile 2024. L’ex compagno Daniel Billings la colpì con 15 coltellate dopo averla minacciata più volte di entrare nella sua camera da letto e ucciderla.
Billings era già stato arrestato e accusato di diversi stupri ai danni di Ticehurst e di reati di violenza domestica. Il 6 aprile 2024, però, era stato rimesso in libertà su cauzione da un cancelliere del tribunale locale. La decisione divenne uno dei punti centrali del dibattito pubblico sulle leggi di rilascio su cauzione e sulla protezione delle vittime.
A novembre, dopo 18 mesi di rinvii, Billings si era dichiarato colpevole, dinanzi alla Forbes Local Court, dell’omicidio di Ticehurst in contesto di violenza domestica. Nello stesso momento sono state ritirate le accuse di violenza sessuale.
La sentenza era prevista per giugno, ma il caso era stato rinviato di nuovo a maggio dopo la perizia dello psichiatra forense della difesa, Olav Nielssen. Secondo l’esperto, Billings soffriva di una malattia depressiva al momento dell’omicidio. La valutazione si basava in parte su lettere e video in cui l’imputato affermava di volersi togliere la vita dopo avere ucciso Ticehurst.
Quel materiale ha generato incertezza sulla possibilità che Billings potesse essere giudicato per omicidio di secondo grado invocando una ridotta responsabilità per compromissione sostanziale. Durante l’udienza di maggio alla NSW Supreme Court, però, la legale Sarah Talbert ha chiarito che l’imputato voleva essere condannato il prima possibile per omicidio.
La difesa ha sostenuto che le prove sulla salute mentale sarebbero state usate solo nella fase di determinazione della pena. Secondo i legali, l’udienza avrebbe potuto tenersi già ad agosto. La procura ha invece chiesto una data a settembre, per consentire a un proprio esperto di esaminare 1.200 pagine di documenti medici, dopo il rifiuto di Billings di incontrare lo psichiatra scelto dalla Corona.
Oggi, il tribunale ha reso pubblica una dichiarazione giurata della funzionaria giudiiziaria di Legal Aid Diane Elston. Secondo Elston, la difesa non era tenuta a comunicare prima quel materiale ai pubblici ministeri, perché Billings non aveva mai inteso usarlo come linea difensiva. La funzionaria ha aggiunto che la procura aveva contattato tre psichiatri, nessuno disponibile a consegnare una relazione prima della fine di agosto, ma che esistevano altri esperti reperibili con relativa facilità.
Elston ha anche ricordato di essere stata l’unica funzionaria legale assegnata al caso e di avere lavorato durante diversi periodi di congedo per evitare ulteriori rinvii. La procura, ha indicato, disponeva invece di due difensori.
L’attesa ha pesato sulla famiglia di Ticehurst. Il padre Tony aveva già detto nel 2025 che le lunghe trattative avevano aggiunto ulteriore ansia, tristezza e dolore.
La giudice Natalie Adams ha ora anticipato l’udienza di sentenza al 3 settembre, per consentire a Nielssen di testimoniare prima di partire per l’estero.