WASHINGTON – Forte sostenitore dell’Ucraina e di Israele, da nemico giurato di Donald Trump ne è divenuto uno dei suoi maggiori alleati. Il senatore falco repubblicano Lindsey Graham è scomparso improvvisamente all’età di 71 anni per una “breve e improvvisa malattia”, secondo alcune fonti per una fatale dissezione dell’aorta, lasciando la politica americana sotto shock e aprendo la battaglia su chi prenderà il suo posto alle elezioni di metà mandato, dove era atteso vincere con facilità il suo quinto mandato da senatore.
Donald Trump si è detto scioccato. “Ci avevo parlato ieri sera. Era tornato da poco dall’Ucraina. Stava bene ma era stanco. Era un patriota e uno di famiglia”, ha detto il presidente ai microfoni di vari network esprimendo il suo cordoglio per quella che ha definito una “grande perdita”. I rapporti fra i due comunque non sono sempre stati buoni. Graham si era candidato alle presidenziali del 2016 convinto che una vittoria del “demagogo” Trump avrebbe distrutto il partito e l’America. Nel corso degli anni però i due sono riusciti a costruire prima un rapporto cordiale e poi una amicizia vera.
Per il commander-in-chief, Graham non era solo un amico e un alleato, ma anche un “buon termometro degli umori del Senato”, oltre a essersi battuto per molte delle battaglie del presidente, inclusa quella per la conferma di Brett Kavanaugh a giudice della Corte Suprema dopo le accuse di violenze sessuali avanzate nei suoi confronti.
Solo venerdì scorso, Graham aveva spuntato una vittoria a cui teneva particolarmente: era riuscito infatti a ottenere dalla Casa Bianca il via libera a un inasprimento delle sanzioni contro la Russia, mossa che per mesi Trump aveva bloccato. Proprio il presidente ucraino Volodymyr Zelensky si è detto “profondamente addolorato. È stato un vero difensore della libertà e dei valori che rendono il nostro mondo più sicuro”. Ha festeggiato invece la sua morte l’Iran, definendo il senatore una “figura anti-iraniana e guerrafondaia”, ha detto la conduttrice della tv stato riferendosi al fatto che Graham era un falco contro l’Iran e premeva per continuare la guerra.
Due reazioni diverse nelle quali l’attivista trumpiana Laura Loomer legge un complotto: “la Russia ha appena ucciso un senatore statunitense?”, si è chiesta su X spingendo per “un’indagine” e notando come Mosca “ha inviato una delegazione al funerale di Khamenei” durante il quale è stata a gran voce chiesta l’uccisione di Trump e Graham.
La sua scomparsa arriva mentre un altro importante senatore repubblicano, Mith McConnell, è ricoverato in ospedale da settimane senza che si sappia nulla delle sue condizioni di salute. Senza i voti di McConnell e Graham, la già striminzita maggioranza repubblicana in Congresso corre il rischio di non riuscire a portare avanti l’agenda della Casa Bianca, andando a uno scontro ancora più duro con Trump.
Se il fiato è sospeso per McConnell, per sostituire Graham sono già iniziate le grandi manovre. “Ho qualcuno in mente che penso sarebbe grande”, si è limitato a dire Trump senza entrare nel dettaglio. La legge del Sud Carolina offre al governatore Harry McMaster la possibilità di nominare qualcuno temporaneamente per sostituire Graham fino a gennaio, quando il nuovo Congresso che emergerà dalle elezioni di metà mandato entrerà in carica. Nel frattempo si terranno delle primarie repubblicane speciali per decidere chi sarà il candidato al Senato a novembre che sfiderà la democratica Annie Andrews.
A guardare con interesse alla successione di Graham è Nancy Mace, la repubblicana che ha perso le primarie da governatrice nel Sud Carolina e che lascerà il suo seggio da deputata a gennaio. Le sue chance sembrano però ridotte dopo la recente rottura con Trump per Jeffrey Epstein.