BUENOS AIRES – In una nuova udienza della cosiddetta causa “Cuadernos” (chiamata così perché il testimone chiave, vicino a Nestor Kirchner, avrebbe annotato per anni, in modo dettagliato, tutti gli scambi di denaro tra mondo economico e politico), tre imprenditori accusati di aver pagato tangenti durante il kirchnerismo hanno ritrattato le confessioni rese in passato.

Hanno assicurato di aver mentito per evitare di essere arrestati. Le loro dichiarazioni hanno riattivato il dibattito sulla validità delle prove ottenute durante la fase istruttoria.

Si tratta di Mario Rovella, della società di costruzioni Rovella-Carranza, e di Oscar Sansiseña e Guillermo Escolar, legati all’impresa Cleanosol. Davanti al Tribunale Orale Federale 7 (TOF 7). Tutti e tre hanno affermato di aver ammesso pagamenti che, secondo quanto sostengono ora, non sono mai esistiti.

Rovella ha affermato che nel suo interrogatorio del 2019 ha riconosciuto fatti falsi a causa di una “coazione psicologica”.

“Mi è stato fatto sapere che, se non avessi dichiarato in quel senso, sarei stato privato della mia libertà”, ha sostenuto. Nella stessa linea, Escolar ha assicurato che lui e altri imprenditori “hanno costruito una narrazione inventata”, perché avevano notato che chi non confessava veniva messo in stato di detenzione, mentre chi lo faceva recuperava la libertà.

Uno degli elementi più rilevanti delle loro esposizioni è che gli imputati hanno segnalato di aver lasciato una traccia di tale condizione.  Secondo quanto indicato, si sono recati i uno studio notarile prima di dichiarare davanti alla giustizia, per lasciare una traccia scritta – e con data cerca – del fatto che avrebbero ammesso circostanze ed eventi non erano reali.

Le dichiarazioni hanno motivato una richiesta delle difese affinché si indaghi su una possibile coazione durante la fase istruttoria, includendo il pubblico ministero Carlos Stornelli. Gli avvocati hanno richiesto “l’estrazione di testimonianze”, vale a dire l’apertura di una nuova causa, che analizzi come sono state ottenute tali confessioni.

La procuratrice del processo, Fabiana León, ha respinto categoricamente la richiesta. Ha ritenuto che si tratti di un tentativo degli imputati di ribaltare la loro situazione processuale e ha avvertito che “i colpevoli cercano di presentarsi come vittime”. Inoltre, ha ricordato che questo tipo di richieste è già stato respinto in precedenti istanze.

Il tribunale, composto dai giudici Enrique Méndez Signori, Germán Castelli e Fernando Canero, ha deciso di rinviare una decisione sulla richiesta di indagine al momento del verdetto.

In termini legali, gli imprenditori hanno dichiarato in qualità di imputati, il che implica che non sono obbligati a dire la verità. Questa condizione introduce una difficoltà aggiuntiva nella valutazione della credibilità delle loro versioni, sia quelle originali sia quelle attuali.

La causa “Cuadernos” indaga su un presunto schema di raccolta di tangenti nei lavori pubblici tra il 2003 e il 2015. Tra i principali accusati figura l’ex presidente Cristina Fernández de Kirchner, indicata come capo di un’associazione illecita.

Le nuove dichiarazioni aprono un fronte di incertezza nel processo giudiziario, mettendo in discussione l’origine di alcune delle confessioni che sono state centrali nella fase iniziale dell’indagine.