ROMA - La Commissione parlamentare d’inchiesta sul femminicidio ha approvato all’unanimità una relazione che propone, tra le altre misure, l’introduzione di una fattispecie di reato per punire la diffusione di contenuti sessualmente espliciti generati con sistemi di intelligenza artificiale, i cosiddetti deepnude.
Il documento è stato presentato dalle relatrici Martina Semenzato di Noi Moderati (presidente della Commissione), la dem Sara Ferrari ed Elena Leonardi, di FdI, con la consulenza del magistrato Valerio de Gioia.
L’iniziativa è stata avviata a settembre 2025 in risposta a “gravi fatti di cronaca” legati a chat, forum e piattaforme online dove venivano condivise e commentate foto rubate di donne - tra cui attrici, influencer, politiche e giornaliste - e dove venivano creati contenuti espliciti utilizzati a scopo di estorsione. La Commissione ha audito 42 persone, tra rappresentanti della Polizia Postale, gestori di piattaforme, professionisti e istituzioni, oltre ad alcune delle vittime coinvolte.
Il documento finale contiene venti proposte operative, e tra le principali figurano il potenziamento del trattamento sanzionatorio per l’estorsione sessuale (sextortion), la previsione del divieto di accesso a Internet per i sottoposti agli arresti domiciliari per reati digitali (daspo digitale), l’obbligo per i gestori delle piattaforme di monitorare i contenuti, intervenire tempestivamente e conservare i dati.
Si chiede inoltre l’anonimato in rete legato a un’identità digitale certificata, l’estensione del meccanismo di segnalazione al Garante per la protezione dei dati personali, il potenziamento della sicurezza dei minori e un intervento sul codice deontologico dei giornalisti per contenere la ‘superdiffusione’ di materiale illecito.
Viene infine sollecitato un rafforzamento dell’educazione digitale e della cultura della parità di genere.