ROMA - Saranno due gli astronauti italiani destinati a camminare sulla Luna. Lo ha annunciato a Roma il presidente dell’Agenzia Spaziale Italiana (Asi), Teodoro Valente, nel corso di un incontro al ministero delle Imprese e del Made in Italy (Mimit) dedicato al ruolo della tecnologia italiana nell’esplorazione lunare.  

“Non è ancora formalizzata ufficialmente ma saranno due gli astronauti italiani ad andare sulla Luna, non solo uno come era finora”, ha precisato Valente. I nomi non sono stati resi noti, ma i selezionati faranno parte del corpo astronauti e delle riserve dell’Agenzia Spaziale Europea (Esa). 

Il ministro Adolfo Urso, titolare del Mimit con delega per lo spazio, ha sottolineato che “il Made in Italy ha sempre più una valenza anche nel settore dello spazio”, e che la nuova stagione dell’esplorazione spaziale “ci invita a ripensare la Luna: non più semplice meta di esplorazione, ma reale estensione della presenza umana oltre la Terra”.  

Sul fronte tecnologico, l’Italia gioca già un ruolo di primo piano grazie all’esperienza accumulata nella costruzione della Stazione Spaziale Internazionale (Iss), con il 50% dei moduli pressurizzati realizzati a Torino da Thales Alenia Space, una joint venture tra Thales e Leonardo.  

Un accordo della stessa azienda con la Nasa, inoltre, prevede la costruzione del modulo Multi-Purpose Habitat (Mph), una struttura di circa 14 tonnellate che potrà ospitare due astronauti per almeno sette giorni. “Un gioiello tecnologico che sarà pronto nel 2032, lanciato nel 2033 e avrà una vita operativa di almeno due anni”, ha commentato Valente. 

La tecnologia italiana sarà determinante anche per Argonaut, il primo lander lunare europeo progettato per l’Esa per trasportare carichi verso e dalla superficie lunare. Leonardo realizzerà alcuni sistemi robotici a Nerviano (Milano) nell’ambito del programma Prospect. Inoltre, Telespazio – altra joint venture tra Leonardo e Thales - sarà capofila di Moonlight, il sistema per le telecomunicazioni e la navigazione sul nostro satellite. 

“Dopo tanti anni in cui ci siamo abituati a vedere la Luna come un obiettivo lontano ora Luna e Terra saranno connesse. Non ci andremo per starci qualche giorno, ma dovremo imparare a starci e a viverci”.