CANBERRA - Il governo federale ha aggiornato per la prima volta dal 2021 le indicazioni rivolte alle autorità di vigilanza societaria, chiedendo loro di considerare con maggiore attenzione gli effetti delle proprie decisioni su produttività, concorrenza e sviluppo economico.
Il ministro del Tesoro Jim Chalmers ha pubblicato oggi le nuove dichiarazioni di aspettative destinate all’Australian Securities and Investments Commission (ASIC) e all’Australian Prudential Regulation Authority (APRA).
I documenti definiscono il modo in cui il governo si attende che ASIC e APRA esercitino le rispettive funzioni. La nuova impostazione insiste sulla necessità di evitare interventi sproporzionati, ridurre gli adempimenti non necessari e non ostacolare l’afflusso di capitali.
ASIC era stata criticata dall’ex segretario al Tesoro Martin Parkinson, secondo il quale un’impostazione orientata alla ricerca dell’errore e un eccesso di vincoli amministrativi avevano alimentato incertezza tra gli investitori, spingendo le imprese a concentrare risorse sulla conformità anziché sull’espansione.
La precedente dichiarazione chiedeva all’autorità di limitare costi e obblighi per soggetti vigilati e consumatori. Il nuovo testo amplia il mandato e invita ASIC a contribuire a una crescita economica solida e sostenibile attraverso un’attività regolatoria misurata.
L’autorità dovrà valutare le conseguenze delle proprie iniziative, assicurando che ogni intervento sia proporzionato e favorisca gli interessi dei consumatori tramite concorrenza, dinamismo economico e apertura dei mercati.
Indicazioni analoghe sono state rivolte ad APRA. Entrambi gli organismi dovranno adottare criteri basati sul rischio, con controlli calibrati sulla gravità delle condotte e sui possibili effetti per l’economia.
Chalmers ha affermato che l’obiettivo è trovare un equilibrio tra investimenti, produttività, riduzione degli oneri per le imprese, stabilità e protezione del sistema finanziario. Il nuovo orientamento, ha aggiunto, segue la linea tracciata dalla tavola rotonda sulle riforme economiche dello scorso anno.
Il mondo imprenditoriale ha più volte accusato ASIC di avere favorito una cultura aziendale eccessivamente prudente. Allo stesso tempo, il regolatore è stato contestato per non essere intervenuto in tempo nei fallimenti di First Guardian e Shield.
Un’inchiesta del Senato del 2024 aveva concluso che ASIC non reagiva con sufficiente rapidità ai primi segnali di condotte societarie scorrette e non utilizzava con regolarità tutti i poteri a disposizione.
L’allora presidente Joe Longo aveva respinto l’accusa di debolezza, richiamando l’aumento delle azioni giudiziarie e il livello record delle sanzioni inflitte dai tribunali.
La nuova direttiva colloca quindi le autorità davanti a un compito doppio: evitare che la vigilanza freni l’attività economica, senza ridurre la capacità di prevenire abusi, fallimenti e danni per investitori e consumatori.