HOBART - La proposta di intitolare un collegio elettorale federale a Tongerlongeter, leader della resistenza aborigena in Tasmania, ha ricevuto il plauso degli storici ma ha incontrato l’opposizione della deputata Laburista Julie Collins, attuale rappresentante del seggio di Franklin.

Ieri, l’Australian Electoral Commission (AEC) ha presentato il nuovo progetto di redistribuzione, che estende il collegio lungo gran parte della costa orientale della Tasmania. Il territorio comprende aree legate alle nazioni di Oyster Bay, dove Tongerlongeter visse e combatté contro la colonizzazione britannica nei primi decenni dell’Ottocento.

Nicholas Clements, coautore di una biografia del leader aborigeno, ha definito Tongerlongeter una figura adatta a ricevere un riconoscimento pubblico. Secondo lo storico, guidò una delle più efficaci campagne di resistenza di frontiera nella storia australiana, opponendosi all’espropriazione delle terre, agli omicidi e ai rapimenti di donne e ragazze indigene.

Nel 1831, dopo che la sua comunità era stata decimata, Tongerlongeter raggiunse un armistizio con le autorità coloniali. Fu poi trasferito con altri aborigeni a Flinders Island, dove assunse nuovamente un ruolo di comando.

Nel documento ufficiale, la Commissione elettorale ha richiamato la sua leadership durante la Guerra Nera, la difesa della terra e il rilievo assunto nella storia della Tasmania.

Laburisti e Liberali hanno però chiesto di conservare il nome Franklin, dedicato a Sir John Franklin, esploratore britannico e amministratore coloniale della Terra di Van Diemen. I Liberali sostengono che il mantenimento eviterebbe confusione tra gli elettori. Il Partito laburista ritiene invece che il cambio non abbia motivazioni sufficienti, considerato l’uso ultracentenario del nome.

Collins ha confermato di preferire Franklin. Clements ha riconosciuto le ragioni della continuità, ma ha invitato a valutare il passato controverso di Sir John Franklin, accusato di avere conservato scheletri di aborigeni.

Il deputato indipendente statale Peter George si è detto favorevole alla nuova denominazione, chiedendo però che le comunità aborigene vengano consultate. Il Tasmanian Aboriginal Centre ha contestato il percorso seguito dall’AEC. La responsabile Nala Mansell ha affermato che gli aborigeni sono stati esclusi dalle decisioni.

Un portavoce della Commissione ha dichiarato che diversi gruppi indigeni locali sono stati contattati o invitati a partecipare e che ulteriori osservazioni potranno essere presentate durante la consultazione pubblica.