SYDNEY - Cresce il consumo di droghe nei luoghi di lavoro, con la metanfetamina ormai presente nella maggioranza dei test positivi eseguiti tra dipendenti dei settori dei trasporti, delle costruzioni e della manifattura.

Il quadro emerge dall’ultimo rapporto della Drug Detection Agency, il maggiore fornitore di test antidroga sul lavoro in Australasia, relativo all’ultimo trimestre dell’anno finanziario 2025-26.

Secondo i dati, gli stimolanti di tipo anfetaminico, compresa la metanfetamina, hanno rappresentato il 60 per cento di tutti i risultati positivi nel trimestre di giugno, con un incremento annuo del 17,9 per cento.

Il responsabile dell’agenzia, Glenn Dobson, ha avvertito che la presenza di metanfetamina nei luoghi di lavoro apre problemi immediati per la sicurezza, soprattutto nei ruoli che prevedono la guida di mezzi pesanti, l’uso di macchinari o l’impiego in cantieri.

Le sostanze stupefacenti sono state rilevate nel tre per cento di tutti gli esami effettuati. Il dato complessivo è rimasto pressoché invariato rispetto ai trimestri precedenti, ma per Dobson la proporzione non può essere trascurata.

Tre risultati positivi ogni cento test, ha osservato, possono tradursi in tre conducenti di autobus, tre camionisti o tre operai edili esposti al rischio di provocare incidenti con conseguenze anche fatali.

Il rapporto richiama indirettamente la tragedia della Hunter Valley del 2023, quando dieci invitati a un matrimonio morirono e altri 25 rimasero feriti nel ribaltamento di un autobus. L’assunzione di oppioidi da parte del conducente fu indicata tra i fattori determinanti dell’incidente.

Brett Andrew Button è stato condannato a 32 anni di carcere, con un periodo minimo di 24 anni prima di poter chiedere la libertà condizionale. I due amministratori della società Linq Buslines hanno successivamente ammesso violazioni delle norme sulla sicurezza e attendono la sentenza.

Gli oppioidi, compreso l’ossicodone, hanno rappresentato l’11,6 per cento dei risultati positivi, con un calo annuo del 36 per cento. La cocaina è stata rilevata nell’otto per cento dei casi, in aumento rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. La cannabis è comparsa nel 39 per cento dei test positivi, pur registrando una lieve flessione.

Alcuni esami hanno rilevato più di una sostanza, circostanza che spiega la sovrapposizione delle percentuali.

Il Western Australia ha registrato la quota più alta di stimolanti di tipo anfetaminico, pari all’88,6 per cento dei risultati positivi. Anche negli altri quattro Stati continentali il dato ha raggiunto o superato il 50 per cento.

Il South Australia ha guidato le rilevazioni di cocaina, il Queensland quelle di cannabis e il Victoria quelle di oppioidi. Il New South Wales si è classificato secondo per cocaina e oppioidi, terzo per cannabis e quarto per metanfetamina.

Secondo Dobson, la cocaina non è più confinata a una fascia ristretta e benestante della popolazione, ma viene consumata da gruppi sociali molto più ampi.

La Drug Detection Agency esegue circa 250mila controlli all’anno, tra esami delle urine e della saliva. I test comprendono verifiche precedenti all’assunzione, controlli successivi a incidenti, programmi periodici ed esami casuali.

Il rapporto invita i datori di lavoro a riesaminare regolarmente i regolamenti su droghe e alcol, aggiornare le procedure interne e intervenire prima che il consumo di sostanze si traduca in un incidente sul posto di lavoro.