CANBERRA – Jim Chalmers ha esortato il Partito laburista a proseguire con riforme economiche anche difficili, sostenendo che il partito non possa limitarsi a difendere istituzioni e assetti esistenti mentre una parte crescente dell’elettorato guarda a One Nation.
Intervenendo a un evento dell’Australia Institute a Canberra, il ministro del Tesoro ha affermato che sperare in un declino spontaneo o in un’implosione del partito di Pauline Hanson non rappresenta una strategia credibile.
“Un errore fondamentale commesso talvolta dai partiti di sinistra è che, nel difendere la democrazia e le istituzioni, finiscono involontariamente per diventare anche il partito dello status quo”, ha detto.
Chalmers ha sostenuto che il Partito laburista intende invece modificare gli equilibri esistenti in materia fiscale, abitativa e in altri settori “nell’interesse dei lavoratori”.
Secondo i sondaggi, nell’arco di un anno One Nation è passato dal sostegno di circa un australiano su dieci a quello di quasi tre su dieci.
Per il ministro, il Partito laburista può riconquistare gli elettori disillusi non tramite una presunta superiorità morale, ma dimostrando concretamente di migliorare le loro condizioni di vita.
Chalmers ha indicato tra le prossime tappe legislative le modifiche al negative gearing, alla tassa sulle plusvalenze e alla tassazione dei trust. Ha inoltre previsto un rallentamento dell’inflazione e una ripresa dei redditi reali.
Il ministro ha poi attaccato le proposte economiche di One Nation, sostenendo che le sue politiche su superannuation, salari, spesa e immigrazione avrebbero conseguenze negative sui risparmi pensionistici, sulle retribuzioni, sul bilancio e sull’economia in generale.
Pauline Hanson ha replicato sul tema migratorio, assicurando che un governo One Nation non priverebbe le imprese della manodopera qualificata di cui hanno bisogno.
Il partito propone di ridurre di 750mila unità il numero dei migranti temporanei nell’arco di tre anni e di fissare successivamente la migrazione netta a 130mila persone l’anno.
Andrew McKellar, CEO dell’Australian Chamber of Commerce and Industry (ACCI), aveva sostenuto che una riduzione di questa portata potrebbe provocare una profonda recessione.
Parlando al vertice dell’ACCI a Canberra, Hanson ha tuttavia precisato che le imprese con effettive carenze di personale qualificato continuerebbero a poter ricorrere a lavoratori stranieri.
One Nation vuole però limitare l’ingresso di partner e familiari dei titolari di visti qualificati e ridurre fortemente le presenze di studenti stranieri, da 590mila a 350mila, oltre a eliminare quasi completamente i visti post-laurea.
Hanson ha inoltre proposto di rilanciare apprendistati, TAFE e istituti agricoli regionali, sostenendo che non tutti i giovani debbano necessariamente frequentare l’università.