ROMA - Si è concluso “positivamente”, nei tempi e nei modi previsti, l’intervento al Policlinico Gemelli a cui è stato sottoposto Papa Leone per l’asportazione di un nodulo al polmone. Lo rende noto la sala stampa vaticana.
L’operazione è stata eseguita dall’équipe chirurgica coordinata dal professor Stefano Margaritora. Il Santo Padre è rientrato in stanza e dal Vaticano arriveranno successivamente ulteriori aggiornamenti sulle sue condizioni.
Il Pontefice era arrivato al Gemelli poco dopo le 13, accolto dagli applausi di fedeli e curiosi. Sorriso accennato e mano fuori dal finestrino dell’auto, ha salutato la folla prima di entrare a piedi nella struttura.
L’intervento era stato annunciato dallo stesso Papa domenica scorsa, al termine dell’Angelus. Leone aveva spiegato che i controlli di routine avevano evidenziato un nodulo “circoscritto, ben localizzato e in una fase iniziale” e che i medici avevano ritenuto opportuno procedere con l’asportazione.
Davanti al Gemelli, per tutta la giornata, si sono radunati fedeli, curiosi, cronisti, fotografi e operatori video. L’area è stata presidiata con misure di sicurezza eccezionali da polizia e Gendarmeria vaticana.
Alla luce della necessità di una settimana di ricovero post-operatorio, sono state annullate tutte le udienze del Papa fino a martedì 20 ottobre. Il ricovero non sospende comunque le prerogative del Pontefice, che resta titolare del proprio ufficio e può continuare a esercitarlo nei limiti consentiti dalle condizioni di salute.
Il segretario di Stato vaticano, cardinale Pietro Parolin, ha riferito di un colloquio con Papa Leone alla vigilia dell’intervento. “Ieri sera abbiamo parlato con molta serenità”, ha detto. Per Parolin, l’annuncio della necessità dell’intervento è stato “un fulmine a ciel sereno”, ma il fatto che il nodulo sia stato individuato presto consente di intervenire tempestivamente.
“Siamo rimasti tutti colpiti dalla serenità con cui il Papa ha dato l’annuncio di questo intervento – ha aggiunto il cardinale –. Siamo fiduciosi e naturalmente lo accompagniamo tutti con la nostra preghiera e con il nostro affetto”.