WASHIGNTON - L’epidemia di morbillo negli Stati Uniti continua ad aggravarsi. Dalla Pennsylvania arriva la notizia di un sesto decesso collegato all’infezione: si tratta di una donna di 39 anni della contea di Franklin. In una nota pubblicata su Facebook, l’ufficio del coroner locale, guidato da James Conner, ha riferito che “la paziente presentava diverse patologie pregresse”, oltre a “una diagnosi passata di morbillo per la quale era stata sottoposta a trattamento”.
Un portavoce dell’ufficio del coroner ha precisato a NBC News che la paziente non era vaccinata e che la “causa primaria del decesso è stato un probabile evento cardiaco acuto dovuto a possibili complicazioni del morbillo”. Si tratta della prima vittima registrata nella contea di Franklin “dopo molti anni riguardante una paziente con una storia recente di morbillo”, una fattispecie che “rientra nella definizione di decesso associato al morbillo stabilita dal Dipartimento della Salute della Pennsylvania”. Un portavoce del dipartimento ha confermato di aver avviato “un’approfondita revisione del decesso segnalato”.
Nessun altro dettaglio personale è stato diffuso per motivi di riservatezza. “Le famiglie meritano la dignità di elaborare il lutto in privato”, ha dichiarato l’ufficio del coroner, invitando “la comunità medica, gli operatori di primo intervento e la cittadinanza ad attenersi alle precauzioni indicate dal Dipartimento della Salute della Pennsylvania e dai Centers for Disease Control (CDC). La prudenza e la vigilanza sono fondamentali”.
La Pennsylvania si trova ad affrontare la peggiore epidemia di morbillo a livello nazionale. Il focolaio, divampato ad aprile a ovest di Philadelphia e alimentato dai bassi tassi di vaccinazione, ha superato i mille casi: i dati statali indicano un bilancio di 1.137 contagi ufficiali (di cui 157 registrati solo nell’ultima settimana) distribuiti in 41 contee, con 219 ricoveri ospedalieri. Un terzo dei casi complessivi riguarda giovani dai 18 anni in giù, mentre meno dell’1% delle infezioni è stato riscontrato in individui pienamente vaccinati. Si tratta della prima volta negli ultimi 35 anni, dal 1991, che un singolo stato Usa supera la soglia dei mille casi.
Il quadro clinico delle vittime riflette la gravità del focolaio: prima della donna di 39 anni, da agosto si erano registrati i decessi di due neonati, uno dei quali nato da madre che aveva contratto il morbillo in gravidanza e il secondo di sei settimane affetto anche da una rara patologia genetica, oltre a due donne di 20 e 40 anni e a un diciottenne, tutti affetti da patologie pregresse.
L’infezione si sta estendendo rapidamente in tutto il Paese: i dati dei CDC indicano oltre 4.000 infezioni confermate dall’inizio dell’anno (4.080 distribuite in 42 distinti focolai), cifre quasi doppie rispetto all’intero 2025 e che rappresentano i livelli più alti registrati negli Usa da decenni. All’inizio di ottobre, la governatrice dello Stato di New York, Kathy Hochul, ha dichiarato lo stato di emergenza a causa dell’aumento dei casi, mentre incrementi significativi si registrano anche in Ohio, South Carolina, Texas e Utah.
La crisi ha scatenato un’aspra polemica politica tra il segretario per la Salute del governo federale, Robert F. Kennedy Jr., e il governatore democratico della Pennsylvania, Josh Shapiro. Quest’ultimo ha accusato Kennedy di diffondere confusione sui vaccini e di favorire la recrudescenza di una patologia che gli Stati Uniti avevano dichiarato debellata da oltre 25 anni. Kennedy ha replicato sostenendo che il governatore stia strumentalizzando l’emergenza a fini politici.
Al centro della disputa c’è anche la metodologia di conteggio delle vittime. Mentre le autorità della Pennsylvania segnalano sei decessi, la pagina web ufficiale dei CDC ne riporta a livello nazionale soltanto due. La discrepanza risale all’annuncio delle prime due vittime in Pennsylvania, che la nuova direttrice dell’agenzia, Erica Schwartz, ha deciso di escludere dal bilancio generale; una mossa definita altamente insolita da ex funzionari e in aperta discontinuità con le prassi consolidate.
Secondo gli esperti di malattie infettive, l’elevato numero di morti suggerisce che la reale portata del contagio potrebbe essere superiore rispetto ai casi accertati. Dal canto suo, il Dipartimento della Salute e dei Servizi Umani ha difeso la gestione federale dell’emergenza, ricordando come Kennedy abbia “ripetutamente dichiarato che la vaccinazione è il modo più efficace per prevenire l’infezione da morbillo”.
Tuttavia, le posizioni di Kennedy (storico scettico dei vaccini) continuano a far discutere. Se a marzo 2025 aveva messo in dubbio l’efficacia del vaccino per il morbillo affermando che le persone dovrebbero poter “fare questa scelta da sole”, ad agosto, di fronte all’aumento dei casi, aveva invitato i genitori a vaccinare i propri figli. Poco dopo, a settembre, parlando a una conferenza di attivisti no-vax a Washington DC, li aveva rassicurati sostenendo che avessero “un amico forte e saldo alla Casa Bianca”.
Le linee guida della Pennsylvania e dei CDC raccomandano la somministrazione di due dosi del vaccino MMR (morbillo, parotite e rosolia) o del vaccino combinato MMRV (che include la protezione contro la varicella) per i bambini dai 12 mesi in su.