MILANO - La Corte d’Appello di Milano, sezione Lavoro, ha annullato la sentenza di primo grado che aveva riconosciuto a due ex collaboratori di Ilaria Salis un risarcimento complessivo di circa 300mila euro per il licenziamento ritenuto senza giusta causa.
I giudici hanno accolto la richiesta di nullità avanzata dai legali dell’eurodeputata di Avs. La causa dovrà quindi tornare davanti al Tribunale di Milano, che dovrà pronunciarsi di nuovo nel merito.
La decisione è stata presa dal collegio presieduto da Silvia Marina Ravazzoni. Nella sentenza la Corte dichiara nulla la sentenza del Tribunale di Milano emessa lo scorso marzo, rimette la causa al primo giudice e compensa le spese del doppio grado.
Il nodo riguardava la notifica dell’atto introduttivo del giudizio. Secondo la difesa di Salis, rappresentata dagli avvocati Federico Manfredi e Chiara Romeo, il procedimento di primo grado si era svolto in assenza dell’eurodeputata perché la notifica sarebbe stata inesistente o comunque non idonea a metterla nelle condizioni di difendersi.
Per i legali, ci sarebbe stato un solo tentativo dell’ufficiale giudiziario, nonostante fossero noti la residenza e l’indirizzo Pec di Salis. Questa “contumacia inconsapevole”, secondo la difesa, le avrebbe impedito di esercitare il diritto di difesa e di contestare nel merito le richieste dei due ex collaboratori.
“Sentenza annullata, riconosciute le mie ragioni”, ha scritto Salis sui social. L’eurodeputata ha poi commentato con soddisfazione la decisione della Corte d’Appello, sostenendo di non essere stata posta nelle condizioni di conoscere il procedimento e di difendersi.
“L’intero giudizio di primo grado si è svolto in mia totale e incolpevole assenza, senza alcuna possibilità di contraddittorio”, afferma Salis, che parla di una “situazione surreale” e attacca la campagna mediatica nata dopo la sentenza di primo grado.
I legali dei due ex collaboratori, gli avvocati Francesca Verdura, Tiziana Laratta e Sergio Romanotto, prendono atto della decisione.
“La Corte di Appello ha ritenuto la notifica del ricorso non corretta, ancora non ci sono le motivazioni per capirne il motivo”, affermano, aggiungendo: “A ogni modo la causa verrà riassunta e non abbiamo nessun problema ad affrontare la questione nel merito”.