PARIGI - È svolta nelle indagini sulla sparatoria avvenuta lunedì intorno alle 09:25 all’interno del college Lakanal ad Aubagne, nel dipartimento delle Bocche del Rodano (sud della Francia). La Procura nazionale antiterrorismo (PNAT) ha annunciato martedì 13 ottobre di aver assunto la titolarità dell’inchiesta, rilevando il caso dalla procura di Marsiglia. Dietro il gesto del quattordicenne (un alunno di terza media non noto alle forze dell’ordine per fatti di delinquenza o radicalizzazione), emerge infatti il probabile legame con un’ideologia estremista digitale.
Le indagini in flagranza, affidate alla Sotto-direzione antiterrorismo (SDAT) in qualità di servizio coordinatore, alla Direzione generale della sicurezza interna (DGSI) e alla Direzione zonale della polizia nazionale Sud (DZPN), ipotizzano i reati di tentati omicidi premeditati con finalità terroristiche, associazione terroristica finalizzata a crimini contro le persone e violazioni della legislazione sulle armi connesse a un’attività terroristica.
Mentre l’adolescente rimane in stato di fermo, il ministro dell’Interno Laurent Nuñez, recatosi sul posto, ha confermato che anche il padre e la madre del ragazzo sono stati posti in custodia cautelare “per cercare di capire come questo giovane sia entrato in possesso di quest’arma”. Per la giornata di martedì l’istituto scolastico ha tenuto i cancelli chiusi per gli studenti.
Lunedì mattina il ragazzo ha fatto ingresso nell’istituto dissimulando un fucile da caccia all’interno di un’custodia per chitarra. Una volta all’interno ha aperto il fuoco, ferendo il preside della scuola e un’insegnante. L’azione si è interrotta grazie all’intervento del responsabile della vita scolastica (CPE), che è riuscito a disarmare e neutralizzare il giovane prima che venisse preso in consegna dalle forze dell’ordine. Le due vittime sono state soccorse e non si trovano in pericolo di vita.
L’analisi dei dispositivi digitali del minorenne ha messo in luce la sua “probabile adesione alla True Crime Community (TCC)“, evidenziando l’inquadramento dell’attacco all’interno di questo filone ideologico. La PNAT ha descritto la TCC come “un ecosistema di comunità digitali che glorifica gli autori di stragi e incita, in alcune sue forme, al ricorso alla violenza estrema”.
È la prima volta in Francia che le autorità stabiliscono un legame diretto tra un attacco e questo tipo di profilo, la cui gravità ha motivato la presa in carico da parte dei magistrati dell’antiterrorismo. Tra le sottoculture riconducibili a questo ambiente figurano i cosiddetti “Columbiners”, dal nome del liceo Columbine, in Colorado, dove nel 1999 due studenti di 17 e 18 anni uccisero dodici compagni e un docente prima di suicidarsi.
Durante un intervento alle interrogazioni al governo, il ministro dell’Interno Laurent Nuñez ha espresso profonda preoccupazione per “una sorta di comunità che si forma sui social, di giovani che si isolano, che si emarginano”, sottolineando che questi soggetti “non si incontrano nemmeno e parlano di stragi”. Nuñez ha rivelato che attualmente le forze di sicurezza stanno monitorando “diverse decine di giovani” legati a questo fenomeno.
Il pericolo rappresentato da queste reti digitali era già stato sollevato in un rapporto del Senato francese pubblicato a giugno, intitolato “Mascolinisti: la nuova offensiva contro le donne”. Il documento parlamentare metteva in guardia contro una fascinazione per le stragi alimentata da curiosità morbosa, evidenziando “un drastico abbassamento dell’età dei soggetti portatori di minaccia, un passaggio all’azione più rapido e una desensibilizzazione alla violenza”.