MILANO – Cinque manifestanti sono stati arrestati dalla polizia a Milano con le accuse di resistenza e danneggiamento aggravato, al termine dei violenti scontri davanti alla stazione Centrale, durante il corteo per Gaza. Due di loro, da quanto si è appreso, sono minorenni e sono quindi indagati dalla Procura per i minori. In totale, sono state otto le persone inizialmente accompagnate in Questura, nel tardo pomeriggio, per accertamenti della Digos.
La violenza urbana registrata durante la manifestazione di Milano non aveva precedenti nella città da circa dieci anni, in particolare dal corteo No Expo del primo maggio 2015, che degenerò in un lungo pomeriggio di scontri.
Il corteo, convocato dai sindacati di base e sostenuto da studenti, associazioni e centri sociali, aveva inizialmente sfilato in modo pacifico sotto la pioggia dalla stazione Cadorna.
All’arrivo alla Centrale, le forze dell’ordine hanno chiuso tutti i varchi, respingendo i manifestanti più violenti. Davanti all’ingresso principale della stazione è quindi iniziato un vero e proprio assalto da parte di alcuni manifestanti travisati, che hanno cercato di sfondare il blocco della Polizia usando transenne, cestini della spazzatura, bastoni e persino idranti delle stesse forze dell’ordine.
Per buona parte del pomeriggio in via Vittor Pisani, il lungo viale che, da piazza Repubblica, porta alla stazione, le forze dell'ordine sono state bersaglio del lancio di bidoni della spazzatura, cubetti di porfido e anche biciclette in sharing.
La situazione è tornata alla calma dopo oltre due ore, quando è stato organizzato un sit-in pacifico che ha comunque impedito fino a sera la ripresa della normale circolazione verso la stazione.
Le violenze hanno provocato una condanna politica bipartisan, con il sindaco Giuseppe Sala che ha definito il comportamento dei manifestanti “vandalismo causato da frange violente, che non trova giustificazione e non aiuta la causa di Gaza”, auspicando che i responsabili vengano identificati rapidamente.
La polizia scientifica sta già visionando i filmati per individuare i responsabili degli scontri.