CANBERRA - Il governo aveva invocato l’immunità per interesse pubblico, sostenendo che i materiali collegati alle discussioni del gabinetto dovessero restare riservati.

La procuratrice generale Michelle Rowland aveva difeso la posizione dell’esecutivo, definendola una procedura ordinaria per questioni connesse alle riunioni ministeriali.

La commissaria Virginia Bell ha però stabilito che l’interesse pubblico impone l’accesso ai documenti da parte dell’inchiesta. Secondo Bell, la commissione deve poter valutare in modo completo se le agenzie di intelligence e le forze dell’ordine abbiano svolto pienamente il proprio lavoro prima dell’attentato terroristico antisemita di Bondi del 14 dicembre 2025.

Il segretario del dipartimento del primo ministro, Steven Kennedy, aveva sostenuto che i documenti del gabinetto dovessero essere protetti perché i ministri si basano sulla confidenzialità delle riunioni. Una loro diffusione, secondo Kennedy, potrebbe ridurre in futuro la franchezza delle discussioni interne.

Bell ha riconosciuto la natura di queste preoccupazioni, ma ha sottolineato che non esiste un problema di divulgazione pubblica o a terzi: i documenti saranno letti soltanto da lei e da chi avrà accesso al suo rapporto confidenziale.

Nella decisione, la commissaria ha spiegato di aver bilanciato l’interesse pubblico all’accesso ai documenti con quello alla tutela della riservatezza del gabinetto. La conclusione è che quei materiali sono essenziali per esaminare a fondo le questioni sollevate sui fondi destinati all’antiterrorismo.

La commissione aveva chiesto nove documenti, tra cui fascicoli del Dipartimento delle Finanze e dell’Australian Federal Police, oltre a sette memorandum del gabinetto. Al centro c’è la questione se il bilancio dell’antiterrorismo sia diminuito tra il 2020 e il 2025.

Il governo ha più volte sostenuto che le agenzie di sicurezza nazionale, inclusa ASIO, abbiano ricevuto più fondi da quando il Partito laburista è arrivato al potere nel 2022.

In una nota scritta, il direttore generale di ASIO, Mike Burgess, ha precisato che l’agenzia non ha ricevuto ordini dal governo per spostare risorse dall’antiterrorismo verso altre priorità tra il primo gennaio 2023 e novembre 2025.