CANBERRA - Pauline Hanson ha detto di essere pronta a diventare primo ministro per “chi vuole essere australiano”, mentre il nuovo sondaggio colloca One Nation davanti ai maggiori partiti.
La rilevazione Redbridge Group/Accent Research, pubblicata oggi dall’Australian Financial Review, assegna a One Nation il 31 per cento, quattro punti in più rispetto al mese precedente. Il Partito laburista scende al 28 per cento, tre punti in meno dopo il bilancio federale presentato il 12 maggio. La Coalizione perde due punti e si ferma al 20 per cento.
Hanson, che siede al Senato, non ha escluso una candidatura alla Camera dei Rappresentanti alle prossime elezioni. La questione non è solo tecnica: per convenzione, in Australia il primo ministro proviene dalla Camera bassa, non dal Senato.
Intervistata da 2GB Radio sulla possibilità di rappresentare tutti gli elettori, dopo anni di accuse di populismo di destra e posizioni definite razziste da alcuni critici, la leader di One Nation ha insistito sull’idea di una identità nazionale comune. “Posso essere primo ministro per tutti quelli che vogliono essere australiani - ha detto -. Sì, riconosciamo di essere multirazziali, ma dobbiamo essere australiani, ed è questo che la gente chiede a gran voce”.
Nel voto bipartitico preferenziale, calcolato chiedendo agli elettori come distribuirebbero le proprie preferenze, il Partito laburista resta davanti a One Nation per 51 a 49. Il sondaggio è stato condotto tra lunedì e giovedì della scorsa settimana su un campione di 1.005 elettori, con un margine d’errore del 3,4 per cento.
La rilevazione indica un saldo di gradimento pari a zero per Hanson, cioè una parità tra approvazione e disapprovazione. Nessun politico incluso nel sondaggio registra un saldo positivo: il primo ministro Anthony Albanese è a meno 19, mentre il leader liberale Angus Taylor e il leader dei Nazionali Matt Canavan sono entrambi a meno quattro.
Albanese resta comunque il candidato preferito per la guida del governo, con il 31 per cento. Hanson segue al 25 per cento, Taylor al 14. Il vantaggio del leader Laburista si è ridotto di due punti, mentre Hanson è salita della stessa misura.
La senatrice ha detto di sentirsi confermata dal risultato, ma ha invitato a non trarre conclusioni definitive prima delle elezioni federali. Prima della pubblicazione del sondaggio, aveva dichiarato a Sky News di ritenere di avere le qualità necessarie per diventare primo ministro, pur ammettendo di non sapere se arriverà mai a quella nomina. Ha anche espresso fiducia nella capacità dei parlamentari di One Nation di formare un governo competente.
Con la Coalizione distante al terzo posto, il frontbencher Tim Wilson ha detto che l’opposizione deve restare concentrata sul compito di presentarsi come una forza di governo con un piano di “fiducia e speranza” per il Paese. “Questa è la nostra missione, tutto il resto è una distrazione”, ha detto a Canberra.
Il nuovo presidente del Partito liberale ed ex primo ministro Tony Abbott ha evitato attacchi diretti a Hanson, riconoscendole anni di tenacia politica. Ha però sostenuto che una Coalizione Liberale-Nazionale forte abbia già dimostrato di poter offrire all’Australia il buon governo di cui, a suo giudizio, il Paese ha bisogno.
Secondo Redbridge, il 63 per cento degli intervistati ritiene che l’Australia stia andando nella direzione sbagliata. Per il direttore Tony Barry, questo clima negativo alimenta il voto anti-establishment e spinge una parte crescente degli elettori a cercare risposte fuori dai maggiori partiti.