ROMA - Con quasi 750 comuni chiamati alle urne domenica e lunedì, la sfida delle amministrative si gioca soprattutto sulla capacità di conquistare città oggi governate dallo schieramento opposto. 

Tra i confronti più simbolici ci sono Venezia e Reggio Calabria, diventate negli ultimi giorni il centro della campagna elettorale dei principali leader nazionali. 

Nel capoluogo veneto, il centrosinistra tenta di strappare il Comune al centrodestra – dopo gli anni dell’amministrazione guidata da Luigi Brugnaro – con il senatore del Partito Democratico Andrea Martella, sostenuto da un’alleanza molto ampia, che va dai riformisti fino a Rifondazione Comunista. 

Nelle ultime ore di campagna elettorale, sono attesi in città diversi leader dell’opposizione: dopo le visite del presidente del M5s Giuseppe Conte e del leader di Italia Viva Matteo Renzi, arriveranno anche Angelo Bonelli di Alleanza Verdi e Sinistra ed Elly Schlein. 

Il centrodestra punta invece su Simone Venturini, assessore uscente della giunta Brugnaro. 

A Reggio Calabria la sfida è inversa, ed è il centrodestra che prova a conquistare una città amministrata da anni dal centrosinistra. 

Il candidato è Francesco Cannizzaro, deputato e vicecapogruppo di Forza Italia alla Camera, sostenuto anche da Azione, contro il sindaco facente funzioni Domenico Battaglia. 

Per sostenere Cannizzaro sono attesi in città i due vicepremier, Matteo Salvini e Antonio Tajani, e nei giorni scorsi avevano già fatto tappa nella città anche Arianna Meloni, responsabile della segreteria politica di Fratelli d’Italia, e Giovanni Donzelli, responsabile organizzazione del partito. 

La mappa delle amministrative mostra comunque coalizioni non sempre compatte. 

Ad Agrigento, per esempio, il centrodestra si presenta diviso con due candidati: Dino Alonge – sostenuto da Fratelli d’Italia, Forza Italia, Mpa e Udc – e Luigi Gentile, appoggiato da Lega e Dc. Analoghe divisioni emergono anche nel centrosinistra a Salerno. 

L’ex governatore della Campania Vincenzo De Luca, infatti, sostiene una coalizione civica e di centrosinistra, senza il simbolo ufficiale del Partito democratico, mentre M5s e Alleanza Verdi e Sinistra appoggiano Franco Massimo Lanocita, ex dirigente di Pci e Ds ed ex consigliere regionale.