DARWIN - Il governo federale si prepara a difendere in sede internazionale il piano per riportare il Porto di Darwin sotto controllo australiano, dopo la decisione della società cinese Landbridge di avviare un’azione legale.
Il vice primo ministro e ministro della Difesa Richard Marles ha definito deludente la scelta dell’azienda, ma ha ribadito che Canberra continuerà a cercare una soluzione negoziata.
Il Partito laburista aveva promesso alle elezioni federali del 2025 di riportare l’infrastruttura in mani australiane per ragioni di sicurezza nazionale. Da allora il governo è impegnato in trattative con Landbridge e nella ricerca di un compratore locale. Marles, in visita a Darwin, non ha confermato se un acquirente sia già stato individuato né quando la disputa potrebbe risolversi.
“Faremo tutto ciò che è in nostro potere per difendere la questione, ma continueremo a parlare con Landbridge per cercare di risolverla”, ha detto. Secondo il ministro, il governo ha cercato di gestire il dossier in modo riservato, prudente e rispettoso, ma resta determinato a riportare il controllo del porto in Australia.
Landbridge sostiene invece che l’azione del governo sia discriminatoria e violi gli obblighi australiani previsti dall’accordo di libero scambio con Pechino. In una dichiarazione precedente, la società ha ricordato di aver acquisito il porto attraverso un processo aperto, competitivo e corretto, e che diverse revisioni del governo australiano non avevano rilevato problemi di sicurezza nazionale.
L’azienda afferma di aver cercato una soluzione costruttiva con il Commonwealth, ma di non essere riuscita a ottenere un esito soddisfacente attraverso il dialogo. Da qui la decisione di tutelare i propri diritti davanti a un tribunale internazionale.
La vicenda ha una valenza strategica che va oltre la proprietà di un’infrastruttura. Darwin è ritenuta una risorsa nazionale rilevante dal punto di vista della sicurezza, anche per la sua posizione nel nord dell’Australia e per il ruolo crescente delle basi militari nella regione. Marles ha visitato nuove strutture alla Larrakeyah barracks e ha richiamato il piano del governo per rafforzare le infrastrutture militari settentrionali, con un fondo massimo di 16 miliardi di dollari destinati a basi come Darwin e Tindal.
Il ministro del Tesoro del Northern Territory, Bill Yan, aveva già indicato la necessità di una soluzione rapida per dare certezza al porto. Ma per ora la disputa resta aperta. Canberra vuole una transizione ordinata. Landbridge rivendica la legittimità dell’acquisto. Sullo sfondo, pesa il deterioramento dei rapporti strategici tra Australia e Cina.