MADRID (SPAGNA) - Da diversi anni la Spagna è tra le grandi favorite in ogni competizione internazionale. Potenza del calcio mondiale da oltre un ventennio, la Roja si presenta con ambizioni importanti alla prossima Coppa del Mondo. Il commissario tecnico Luis De La Fuente non si nasconde, ma in un’intervista alla Fifa sottolinea come qualità tecnica e tattica, da sole, non bastino per arrivare fino in fondo.

I campioni d’Europa, inseriti nel girone H con Capo Verde, Arabia Saudita e Uruguay, puntano su Yamal e altre grandi stelle per ripetere il cammino che li ha portati al titolo nel 2010 in Sudafrica.

“Vogliamo dimostrare che possiamo migliorare sempre di più. C’è ancora molto margine di miglioramento. Abbiamo un gruppo di giocatori di grande talento, ma molti di loro sono molto giovani. La loro integrazione con i giocatori più esperti della rosa ha portato stabilità e un chiaro senso di direzione”, le parole di De La Fuente al sito della Fifa.

“Un torneo di questa portata, con squadre nazionali così forti, rappresenta una vera occasione per consolidare tutto ciò che abbiamo raggiunto finora. Ma dovremo anche far fronte ad aspettative molto più elevate”.

Cresciuto in federazione, dopo aver guidato le selezioni giovanili iberiche con ottimi risultati, De La Fuente è stato promosso commissario tecnico e conosce da sempre molti dei garazzi che adesso allena in Nazionale A. “Ne sono immensamente orgoglioso. Il mio rapporto con circa il 90% dell’attuale rosa risale a molti anni fa. Alcuni di loro li conosco addirittura da quando avevano 10-12 anni. Ho assistito a ogni fase della loro crescita e siamo cresciuti insieme. È qualcosa che va oltre il normale rapporto tra giocatore e allenatore. Penso che questo sia uno dei nostri punti di forza: la fiducia e la comprensione all’interno del gruppo ci danno la sicurezza necessaria per spingerci il più lontano possibile. È molto rassicurante”.

Detto questo De La Fuente sottolinea: “Per me, la parola d’ordine è ‘squadra’. Questo deve avere la precedenza sul talento individuale, che dovrebbe sempre essere al servizio del gruppo. Il collettivo deve sempre venire prima dell’individuo. Questo è lo standard di comportamento che ci aspettiamo. È fondamentale. Il talento individuale da solo non basta per vincere le grandi competizioni. Si possono vincere le partite, ma non i tornei. A questo gruppo è stato inculcato che il lavoro di squadra è uno dei nostri maggiori punti di forza”.

De La Fuente spiega quali sono i principi guida della Roja. “Cerco di alleggerire la pressione e di relativizzare le sconfitte. A questi livelli, si può fare quasi tutto nel modo giusto e perdere comunque. I giocatori devono mantenere la calma, assumersi le proprie responsabilità, comportarsi da professionisti, dare il massimo ed essere rispettosi, dimostrando spirito di squadra e generosità. Puntiamo tutto sui valori fondamentali del lavoro di squadra: giocare per se stessi e per i compagni”.

Come detto la Spagna è sicuramente tra le favorite. “C’è un gruppo di contendenti molto forte, diverso da qualsiasi cosa io ricordi delle recenti Coppe del Mondo. Ci sono alcune squadre di alto livello che hanno tutte la mentalità per diventare campioni. Questo non dovrebbe pesare su di noi. Il nostro duro lavoro e le ottime prestazioni di squadra ci hanno portato fin qui. Tutto deriva dall’approccio che abbiamo adottato. Penso che siamo riusciti a conquistare una generazione di giovani che, per anni, non ha provato orgoglio per la Nazionale. Conquistare il nostro primo titolo dal 2012 ci ha permesso di riallacciarci a quei tifosi; i risultati positivi aiutano naturalmente”.

“Mi piacerebbe che fossimo ricordati allo stesso modo della squadra allenata dal mio idolo Vicente del Bosque: come una generazione di calciatori che capiscono non solo cosa significa giocare a calcio, ma anche cosa significa essere umani”, dice De La Fuente che poi risponde alla domanda sulla stella Lamine Yamal.

“È molto giovane. Ha esordito con noi a 16 anni. Ora ne ha 18 e gli stiamo trasmettendo i principi fondamentali del calcio. Si tratta di insegnargli i valori che dovrebbe avere sia nel calcio che nella vita. Devono andare di pari passo. Ha tanta voglia di crescere e migliorare e si pone standard elevati, soprattutto per se stesso. Questa voglia di imparare significa che è molto aperto a ricevere consigli. È la ricetta per il successo, a patto di non infortunarsi”.

De La Fuente ai suoi chiede di “giocare ogni partita come se fosse l’ultima, rispettare gli avversari ed essere pronti a lottare per i massimi traguardi. Le uniche cose che chiediamo sono impegno, duro lavoro e dedizione. I risultati arriveranno da soli”.