MELBOURNE - Il futuro politico di Moira Deeming sarà affidato a una riunione dell’esecutivo del Partito liberale del Victoria, chiamato a stabilire se revocare la sua candidatura per le elezioni di novembre.
La riunione per il voto è stata fissata per oggi alle 17.30. Per escludere la parlamentare sarà necessario il consenso di tre quarti dei componenti, una soglia che, secondo fonti Liberali, dovrebbe essere raggiunta senza difficoltà.
Mercoledì sera, Deeming aveva ritirato il ricorso con cui chiedeva alla Corte Suprema di impedire al partito di applicare una misura disciplinare nei suoi confronti. Il procedimento, destinato a essere esaminato oggi in un’udienza della durata di una singola giornata, era stato avviato dopo il rifiuto della deputata di scusarsi con il collega Matthew Guy.
Deeming aveva accusato Guy di averla aggredita durante un evento della comunità macedone tenuto a maggio. L’ex leader dell’opposizione ha sempre respinto la contestazione. La polizia del Victoria, dopo avere esaminato le immagini di videosorveglianza, ha concluso di non avere rilevato alcun reato.
I filmati sembrano mostrare Guy appoggiare una mano sulla spalla della collega durante una conversazione in una sala affollata. Deeming aveva inizialmente sostenuto di essere stata afferrata con una presa al collo, salvo poi riconoscere di avere frainteso il significato del termine inglese (headlock) utilizzato per descrivere l’episodio.
La parlamentare continua tuttavia ad affermare di essere stata presa, trattenuta e strattonata con forza, con conseguenze fisiche ed emotive. I suoi legali sostengono che le immagini confermino una condotta aggressiva. Guy ha chiesto pubblicamente delle scuse, ricevendo l’appoggio della leader dell’opposizione Jess Wilson, ma Deeming si è rifiutata di presentarle, dichiarando di avere agito in buona fede.
Wilson, che fa parte dell’organismo chiamato a votare, non ha voluto anticipare l’esito della riunione.
Alla disputa politica si aggiunge una vicenda finanziaria ancora davanti ai tribunali. Deeming attende il versamento di 1,55 milioni di dollari riconosciuti dopo la causa per diffamazione vinta contro l’ex leader liberale John Pesutto.
La somma è ferma in un conto fiduciario mentre sei attuali ed ex membri dell’esecutivo contestano la legittimità del prestito concesso dal partito a Pesutto per evitargli la bancarotta finanziaria.
Il costruttore immobiliare Hilton Grugeon, che aveva finanziato la causa di Deeming, avrebbe nel frattempo chiesto la restituzione del denaro. La deputata ha scritto al partito affermando di star rischiando lei stessa la bancarotta per costi legali superiori a 1,55 milioni.
In un documento di 12 pagine inviato ai dirigenti, Deeming ha chiesto un tentativo di mediazione. Il partito non ha mostrato interesse per questa ipotesi e si prepara ora a decidere sulla sua esclusione, mentre la disputa continua a sottrarre attenzione alla campagna della Coalizione nei collegi del Victoria.