“Il governo c’è, l’Italia c’è ed è accanto a voi”. È il messaggio che il sottosegretario agli Affari esteri Massimo Dell’Utri ha voluto lasciare alla collettività italiana di Sydney. L’incontro, organizzato dal Consolato Generale d’Italia, si è tenuto martedì 27 ottobre all’hotel Shangri-La di The Rocks. È stata una delle tappe della fitta agenda della missione di Dell’Utri in Australia, iniziata a Melbourne e conclusa il giorno seguente a Canberra.

Il console generale d’Italia a Sydney, Gianluca Rubagotti, ha aperto l’incontro sottolineando come la comunità italiana di Sydney sia in continua crescita. Secondo Rubagotti è ormai sul punto di superare quella di Melbourne come la più numerosa del Paese. È poi intervenuto l’ambasciatore d’Italia a Canberra Nicola Lener, che ha ricordato il doppio obiettivo della visita: incontrare le comunità italiane e consolidare i rapporti bilaterali. Sullo sfondo, la IMARC, la grande conferenza internazionale su miniere e risorse in corso negli stessi giorni a Sydney.

Per la prima volta in città, Dell’Utri ha spiegato di essere in Australia in virtù della delega agli italiani nel mondo affidatagli dal ministro Antonio Tajani. L’obiettivo, ha detto, è incontrare tutte le principali comunità italiane all’estero prima della Conferenza degli Ambasciatori di dicembre a Roma. “Una delle cose più affascinanti e più importanti che sto riscontrando è il senso dell’italianità degli italiani residenti all’estero”, ha osservato. Il sottosegretario ha rivendicato anche una scelta di metodo: incontrare tutti i parlamentari eletti all’estero, senatori e deputati, prima delle comunità. “Gli uffici erano perplessi, mi dicevano che non si era mai fatto. Ma il fatto che una cosa non sia mai stata fatta non significa che non si debba fare”. Ha salutato il senatore Francesco Giacobbe, presente in sala, e ha ricordato l’ottimo rapporto nato con il deputato Nicola Carè, non presente all’evento. Poi i numeri: oltre 160mila italiani iscritti all’AIRE in Australia, di cui più di 60mila nella circoscrizione di Sydney. Dell’Utri ha indicato una crescita annua intorno al 6%. Un segnale, secondo il sottosegretario, di una “voglia italiana di Australia” e di nuove opportunità per i rapporti tra i due Paesi.

Ampio spazio al cosiddetto “Sistema Italia” per le imprese: ICE, SACE, Simest e Cassa Depositi e Prestiti, insieme all’accordo con le Camere di Commercio. L’obiettivo è offrire alle aziende italiane un punto di riferimento in ogni Paese. Dell’Utri ha segnalato anche una nuova unità di crisi dedicata all’assistenza alle imprese che operano all’estero. È attiva 24 ore su 24, proprio per coprire realtà con fusi orari lontani come l’Australia.Il made in Italy, ha aggiunto, “non è solo il cibo, non è solo il vestiario”: alla IMARC l’Italia è presente con un padiglione di otto aziende specializzate nell’estrazione e nella lavorazione dei minerali. Un numero che può sembrare piccolo, ha ammesso, ma significativo in un settore strategico come quello dei minerali critici. 

In mattinata il sottosegretario aveva visitato l’Italian Bilingual School di Meadowbank, la scuola bilingue del Co.As.It. Sul fronte della lingua, ha spiegato, la priorità è mantenerla viva tra le seconde e terze generazioni. Spesso hanno con l’italiano un legame fragile, filtrato dai dialetti di famiglia. “Mantenendo la lingua si fa conoscere e si sviluppa la cultura italiana”.

Il passaggio più atteso dalla platea è arrivato sui servizi consolari. I consolati, ha detto Dell’Utri, sono ormai paragonabili a piccoli municipi, con competenze quasi identiche ma molto meno personale. L’obiettivo è digitalizzare tutto fino ad arrivare a un’app unica, che potrebbe integrare anche i servizi già offerti dall’app dell’INPS. Per accedervi servirà la carta d’identità elettronica. Il ministero lavora a unificare i sistemi informatici di passaporti e CIE, così che anche i consoli onorari autorizzati possano rilasciare entrambi i documenti. In questo modo chi vive lontano dalle sedi consolari non dovrà più fare ore di viaggio. Sulle date, però, nessun impegno: “Ho l’obbligo e la consegna di non dare date”.

Sul portale Fast It il sottosegretario ha anticipato le critiche della sala: “So che ci sono delle difficoltà, prima che lo diciate voi lo dico io”. Ha però riconosciuto che il sistema, pur non ancora a regime, negli ultimi mesi è migliorato.
Sulla cittadinanza, solo un accenno. Dell’Utri ha ricordato che alcuni dei presenti hanno beneficiato della nuova normativa. Ha precisato però che la logica della legge è privilegiare chi ha un legame più forte con l’Italia.

Parlando delle elezioni dei Comites del 4 dicembre il sottosegretario Dell’Utri ha ricordato la campagna informativa lanciata dalla Farnesina. L’obiettivo è incoraggiare il maggior numero possibile di italiani residenti all’estero a votare. 
Comites e CGIE, ha spiegato, sono strumenti di rappresentanza importanti per le comunità: “Più partecipazione ci sarà il 4 dicembre, più questi organismi saranno rappresentativi”.

Sulla riforma della circoscrizione Estero, invece, il sottosegretario ha preferito tenere separati i due piani: “Io sono qui oggi a prescindere dalla rappresentanza parlamentare, quindi i due momenti li scinderei”. 
Ha poi osservato che il modo di comunicare con gli italiani all’estero è cambiato. Ormai buona parte delle comunicazioni della Farnesina passa dai social e dalle radio che trasmettono sulle piattaforme social, strumenti che, ha detto, raggiungono numeri davvero importanti. “Anche se lontani, siamo vicini”, ha concluso, invitando la comunità a fare pieno uso della Farnesina e della sua rete diplomatica.