CANBERRA – Il dibattito sull’accesso alla proprietà immobiliare si sposta ora sui criteri di ammissione agli incentivi federali, dopo che una nuova rilevazione ha mostrato un ampio consenso per restringere ai soli cittadini australiani il programma che consente di acquistare casa con un anticipo del cinque per cento.

Secondo i dati di Money.com.au, il 62 per cento degli intervistati ritiene che i residenti permanenti non dovrebbero più trarre beneficio dalla garanzia governativa. Il restante 38 per cento preferisce mantenere le regole attuali.

Il programma permette agli acquirenti idonei di ottenere un mutuo versando un deposito minimo, mentre il Commonwealth garantisce una parte del finanziamento. Dal 2020 ne hanno usufruito circa 320mila persone, tra cui 51mila residenti permanenti.

Il governo Albanese aveva ampliato l’accesso a questa categoria nel 2023. I titolari di visti temporanei restano invece esclusi.

Nick Burgess, esperto immobiliare di Money.com.au, ha osservato che il risultato riflette la diffusa insoddisfazione per l’attuale politica abitativa. A suo giudizio, il compito dei governi consiste nel conciliare l’obiettivo di favorire l’acquisto della prima casa con la richiesta degli elettori di destinare le risorse pubbliche ai gruppi ritenuti prioritari.

Le differenze più marcate emergono tra le generazioni. Il 73 per cento dei Baby Boomer e il 71 per cento degli appartenenti alla Generazione X vorrebbero riservare il programma ai cittadini.

La quota scende al 50 per cento tra i Millennial e al 45 per cento nella Generazione Z, proprio le fasce che ricorrono più spesso alla misura per superare l’ostacolo rappresentato dal deposito iniziale.

Un’altra ricerca della stessa agenzia indica che il 45 per cento dei beneficiari non sarebbe riuscito a entrare nel mercato senza la garanzia. Burgess ha quindi definito il programma uno degli strumenti centrali dell’assistenza ai primi acquirenti, soprattutto in una fase in cui i valori immobiliari restano elevati.

La misura comporta tuttavia un’esposizione per i contribuenti, poiché il governo può subire perdite qualora il mutuatario non riesca a rimborsare il prestito.

La questione è stata esaminata al Senato dopo la diffusione dei dati sull’utilizzo da parte dei non cittadini. Il leader dell’opposizione Angus Taylor ha promesso di annullare l’estensione introdotta dal Partito laburista qualora la Coalizione tornasse al governo.

Un distinto sondaggio News24/YouGov Pulse, condotto su 1.502 persone, mostra inoltre che il 49 per cento degli australiani vorrebbe una riduzione dei prezzi delle abitazioni. Soltanto il 17 per cento auspica nuovi aumenti, mentre il 26 per cento preferirebbe valori sostanzialmente stabili.