ROMA - Spin Time Labs, immobile occupato in via di Santa Croce in Gerusalemme a Roma, è stato posto sotto sequestro giudiziario dopo l’incendio divampato nella notte all’interno dell’edificio 

Le persone che vivono nello stabile sono rimaste in strada, mentre le istituzioni cercano una soluzione per gestire l’emergenza abitativa e di sicurezza. 

In Prefettura si è svolta una riunione alla presenza del prefetto di Roma Lamberto Giannini, del sindaco Roberto Gualtieri, del vicario generale della Diocesi di Roma, monsignor Baldo Reina, del questore Roberto Massucci, dell’assessore capitolino al Patrimonio e alle Politiche abitative Tobia Zevi e dei rappresentanti della proprietà dell’immobile. 

Roma Capitale ha spiegato che durante l’incontro sono state esaminate “tutte le possibili opzioni” per affrontare una situazione definita “particolarmente complessa”.  

Il Comune ha ribadito l’interesse a soluzioni condivise che consentano di tutelare i residenti, a partire dalle persone più fragili, e di salvaguardare l’esperienza di inclusione e solidarietà sviluppata nello stabile. I rappresentanti della proprietà hanno espresso disponibilità a collaborare con le istituzioni. 

Secondo Spin Time Labs, l’incendio è stato spento tempestivamente dalla comunità residente e l’edificio è stato evacuato in sicurezza prima dell’arrivo dei vigili del fuoco. Gli attivisti sostengono che non ci siano danni alle persone né allo stabile, ma denunciano che agli abitanti non viene consentito di rientrare nelle proprie case se non uno alla volta e scortati dalle forze dell’ordine, solo per recuperare medicinali e beni di prima necessità. 

“Di fatto, centinaia di persone sono in strada dalla notte scorsa”, scrivono gli attivisti, spiegando che molte sono uscite scalze o in pigiama e si stanno alternando sulle brandine messe a disposizione dalla Protezione civile. Spin Time ha convocato un’assemblea pubblica cittadina e un presidio permanente, chiedendo solidarietà e beni di prima necessità. 

Dalle 2.30 della notte, quando è divampato il principio d’incendio, le unità di strada del Comune sono presenti sul posto per assistere le persone rimaste fuori dallo stabile. Minori e anziani sono stati collocati in spazi vicini, anche per le alte temperature. Alcuni bambini sono stati accolti al Polo civico Esquilino, mentre la Cgil ha dato disponibilità per utilizzare la propria sede a Porta Maggiore. Al momento sarebbero circa 50 i minori assistiti. 

“Abbiamo portato pasti e brandine nei centri e fuori dallo stabile. Rimaniamo a supporto di chiunque chieda aiuto e ovviamente soprattutto delle mamme con i bambini e degli anziani”, ha detto l’assessora capitolina alle Politiche sociali Barbara Funari. 

Il caso ha subito acceso lo scontro politico. Il presidente della Regione Lazio Francesco Rocca ha chiesto di “non consentire il rientro degli occupanti”, sostenendo che l’incendio dimostri la necessità di affrontare una situazione che si trascina da troppo tempo.  

Sulla stessa linea Fratelli d’Italia. Paolo Trancassini, coordinatore regionale del partito nel Lazio, sostiene che Spin Time debba essere sgomberato “senza ulteriori rinvii” e accusa la sinistra di avere trasformato le occupazioni abusive in un “totem ideologico”. 

Di segno opposto le reazioni di M5s e Avs. Il deputato romano Francesco Silvestri definisce “inaccettabile” usare l’incendio come pretesto per sgomberare lo stabile, ricordando che Spin Time è una realtà sociale che offre sostegno a persone in difficoltà e spazi per studenti.  

Filiberto Zaratti e Peppe De Cristofaro, di Avs, chiedono invece di mettere in sicurezza l’edificio e consentire il rientro degli abitanti il prima possibile. 

“Nessuno pensi di utilizzare questo evento per far sgomberare un edificio e un’esperienza sociale e solidale”, afferma Zaratti. De Cristofaro avverte che sarebbe “gravissimo” trasformare il principio d’incendio in un’occasione per colpire una comunità fragile, mentre le istituzioni, sottolinea, dovrebbero evitare che il disagio delle famiglie si prolunghi.