MILANO - La Procura di Milano ha chiesto la custodia cautelare in carcere per Luca Carleo, ex direttore generale di società del gruppo Ops, e per Ciro Di Meglio, amministratore delegato del gruppo di telecomunicazioni e media, nell’inchiesta su presunte frodi sul mercato finanziario per oltre 30 milioni di euro. 

Carleo era stato nominato due giorni fa da Futuro Nazionale, il movimento di Roberto Vannacci, come responsabile vicario per la Lombardia con delega alla città metropolitana di Milano. Ieri si è dimesso dall’incarico. 

Secondo i pm Nicola Rossato e Guido Schininà, Carleo e Di Meglio avrebbero ricevuto “numerosi bonifici” disposti da Orion Capital, una delle società al centro dell’indagine, “privi di ragione economica o comunque di reali giustificativi”. La Procura ritiene che Orion Capital fosse riconducibile agli stessi due amministratori di Ops. 

L’inchiesta ha portato ieri il Nucleo speciale di polizia valutaria della Guardia di finanza a eseguire una serie di perquisizioni, anche nei confronti del “duo Di Meglio-Carleo”, e a sequestrare quote e azioni di società del gruppo Ops. 

Oltre alla richiesta di carcere per i due, i pm hanno chiesto gli arresti domiciliari per altre due persone e misure interdittive, con divieto di esercitare cariche direttive in imprese, per altri sei indagati. La gip Giulia D’Antoni ha fissato per l’11 settembre gli interrogatori preventivi dei dieci indagati, prima di decidere sulle misure cautelari richieste dalla Procura. 

Negli atti viene ricostruita anche l’operazione relativa a un Poc, un prestito obbligazionario convertibile in azioni Ops Ecom, tra ottobre 2025 e marzo di quest’anno.  

Al mercato era stato comunicato che il prestito era stato sottoscritto da Global Capital Investments International, indicata come investitore unico. Secondo l’accusa, però, quella società sarebbe risultata fittizia. 

Per i pm, il reale sottoscrittore del prestito sarebbe stato Orion Capital, alimentata da una “provvista” proveniente da società tutte riconducibili a Di Meglio. Nello stesso periodo, secondo l’accusa, Carleo e Di Meglio sarebbero stati destinatari di bonifici sospetti provenienti proprio da Orion Capital. 

L’indagine prosegue per ricostruire i flussi finanziari e verificare il ruolo degli indagati nelle operazioni contestate.