MELBOURNE - Derryn Hinch, figura tra le più riconoscibili e divisive del giornalismo australiano, scompare a 82 anni dopo una lunga e pubblica battaglia contro un male incurabile.

La radio talkback 3AW di Melbourne ha confermato la notizia oggi, annunciando in diretta che Hinch era morto nella sua abitazione ieri sera. Nato in Nuova Zelanda, costruì in Australia una carriera fondata su opinioni nette, campagne personali e una presenza mediatica difficile da ignorare.

Hinch divenne noto come “the human headline”, soprannome che adottò con convinzione e che sintetizzava il suo modo di stare sulla scena pubblica: diretto, spesso provocatorio, disposto a esporsi e altrettanto pronto a finire al centro delle polemiche. Per ascoltatori e colleghi di 3AW, fu una voce che non evitava i temi scomodi e che parlava apertamente di ciò che riteneva necessario.

L’ex collega e lettore di notizie Denis O’Kane lo ha ricordato come un “renegade”, ma anche come una persona capace di divertire fuori dallo studio. “Serio per molte persone, ma anche molto divertente quando eri fuori con lui”, ha detto.

La sua campagna per la responsabilità dei potenti lo portò anche in politica. Nel 2016 fondò il Derryn Hinch’s Justice Party e venne eletto al Senato a 72 anni, trasformando in piattaforma parlamentare molte delle battaglie portate avanti in radio e televisione.

L’ex deputata federale Laburista Emma Husar lo ha ricordato sui social come “un ottimo amico, sostegno e mentore”. I due erano stati costretti in passato a respingere ricostruzioni mediatiche su un presunto approccio sessuale inappropriato di Hinch nei confronti di Husar, episodio che entrambi dissero non essere mai avvenuto.

Husar ha scritto che Hinch era un grande narratore, un combattente per la giustizia e per questioni di cui non si parlava ma che andavano affrontate. Lo ha definito avanti rispetto al movimento #MeToo e alla Commissione reale sugli abusi istituzionali.

La vita privata di Hinch fu segnata da problemi altrettanto pubblici. Parlò apertamente della dipendenza dall’alcol, che ebbe conseguenze pesanti sulla sua salute. Nel 2007 gli fu diagnosticato un cancro al fegato e nel 2011 ricevette un trapianto.

Le sue battaglie giudiziarie furono parte centrale della sua notorietà. Nel 2008 scontò cinque mesi di detenzione domiciliare per avere nominato due molestatori sessuali di minori già condannati. Nel 2013 fu incarcerato per 50 giorni dopo essersi rifiutato di pagare una multa da 100mila dollari per avere rivelato il passato criminale di Adrian Ernest Bayley, l’assassino di Jill Meagher.

Hinch lascia un profilo pubblico difficile da separare dalle controversie. Per sostenitori e critici, fu comunque una figura che costrinse l’Australia a discutere di giustizia, vittime, potere e limiti della libertà di parola.