VENEZIA - Ben 700.000 studenti, rappresentati dalle Consulte provinciali della Regione, hanno approvato all’unanimità la proposta di vietare per legge l’accesso ai social media ai minori di 14 anni. La proposta di legge si articola su due fronti: il blocco dell’accesso fino ai 14 anni per tutelare la crescita psicologica e relazionale dei bambini. Un percorso formativo obbligatorio che parta fin dalle scuole elementari e prosegua alle medie, insegnando un uso critico e consapevole dei media digitali. L’obiettivo - spiegano i ragazzi - non è demonizzare la tecnologia, riconosciuta come una risorsa fondamentale, ma rimetterla al suo posto: un utile strumento di supporto che non può e non deve diventare il centro assoluto della vita. La proposta prevede tra l’altro l’utilizzo della Cie (Carta d’Identità Elettronica) e dei sistemi informatici del ministero dell’Interno per effettuare un controllo reale, sicuro e certificato dell’età anagrafica al momento dell’iscrizione alle piattaforme. “Siamo stati la prima generazione la cui vita è stata esposta fin da piccoli sui social media e ci siamo resi conto di aver perso molto”, spiega Alessandro Gianesini, coordinatore regionale delle Consulte venete.