CANBERRA – La polemica sul documento preparato dall’ufficio di Anthony Albanese su Helen Haines si è allargata, con un numero crescente di parlamentari federali che chiede l’abolizione delle cosiddette “dirt sheets”, mentre un esperto di diritto dei media ritiene che la loro diffusione possa, in determinate circostanze, esporre gli autori a una causa per diffamazione.

Il documento era stato inviato a un gruppo selezionato di giornalisti della sala stampa dopo che Haines aveva criticato il Major and Local Community Infrastructure Program del governo, accusando il Partito laburista di aver utilizzato un programma di finanziamenti su invito per favorire politicamente determinati collegi.

Tra i progetti finiti sotto esame figurava il contributo da sei milioni di dollari al Marrickville Golf Club, nell’elettorato di Grayndler del primo ministro.

Il dossier elencava richieste di finanziamento avanzate da Haines per il proprio collegio e sollevava interrogativi su eventuali interessi privati e regali ricevuti, compresi vino e cibo, in relazione a progetti sostenuti dalla deputata indipendente.

Albanese non ha negato l’esistenza del documento, ma ha respinto la definizione di “dirt sheet”, sostenendo che si trattasse semplicemente di una “lista di richieste di finanziamento” capace di dimostrare che “le persone integre difendono il proprio elettorato”.

La spiegazione non ha placato le critiche.

Il portavoce dell’opposizione per gli Affari esteri Ted O’Brien ha affermato che il governo dovrebbe descrivere con maggiore chiarezza la natura del documento.

“Non si può chiamare un dossier diffamatorio un complimento. È come tirare un pugno politico e chiamarlo un abbraccio. Siamo onesti su questo genere di cose”, ha dichiarato.

O’Brien ha riconosciuto che le “dirt sheets” fanno “purtroppo parte della pratica politica”, senza però chiarire se anche la Coalizione ricorra allo stesso metodo.

La leader di One Nation Pauline Hanson ha accusato sia il Partito laburista che la Coalizione di partecipare a quella che ha definito una “pratica squallida”, sostenendo che mentre gli australiani faticano a pagare le bollette, personale finanziato dai contribuenti viene impiegato per produrre materiale per infangare gli avversari politici.

Il senatore indipendente David Pocock ha accusato lo staff del primo ministro di aver adottato una condotta “subdola”.

“Cercare di spiegare tutto invece di riconoscere ciò che è accaduto, assumersi la responsabilità e chiedere scusa non è sufficiente - ha dichiarato -. Che questo comportamento fosse autorizzato o meno, era sbagliato e deve esserci responsabilità”.

Anche il leader dei Verdi David Shoebridge ha chiesto ad Albanese di spiegare quale fosse la giustificazione per la diffusione del documento.

“Helen è una donna di incredibile integrità e non so chi nell’ufficio del primo ministro abbia pensato che fosse una buona idea aprire uno scontro sull’integrità tra il Partito laburista e Helen Haines”, ha affermato.

Sul piano legale, l’avvocato specializzato in diritto dei media Justin Quill ha sostenuto che la distribuzione del documento potrebbe teoricamente dare origine a una causa per diffamazione.

Secondo Quill, Haines dovrebbe dimostrare che il testo abbia causato un grave danno alla sua reputazione e che il lettore medio ne abbia tratto conclusioni diffamatorie.

Ha tuttavia precisato che, se dovesse consigliarla, le suggerirebbe di non procedere, perché gli elementi attualmente disponibili non sembrano sufficienti a dimostrare un danno reputazionale concreto.

Quill ha inoltre osservato che una distribuzione limitata all’interno di un partito potrebbe rafforzare alcune difese legali, mentre l’invio a giornalisti renderebbe la posizione più complessa.

La controversia è diventata ancora più delicata dopo l’attacco subito da Haines fuori dal suo ufficio elettorale di Wangaratta.

La deputata indipendente resta in condizioni critiche all’Alfred Hospital di Melbourne dopo aver subito l’amputazione di entrambe le gambe.

Il ministro della Sanità Mark Butler ha respinto la definizione di “dirt sheet” e ha sostenuto che questo non sia il momento opportuno per concentrare l’attenzione sulla polemica.

“Questa settimana, con Helen in condizioni critiche, non capisco perché stiamo dedicando energie a questo invece di unirci, mandare il nostro affetto e la nostra energia a Helen e alla sua famiglia”, ha dichiarato.