CANBERRA – Il ricorso anticipato alla superannuation per sostenere spese per la salute ha raggiunto livelli record in Australia, alimentando nuove preoccupazioni sulla sostenibilità dei costi sanitari e sulle pratiche adottate da alcuni operatori per spingere i pazienti a utilizzare i propri risparmi pensionistici.
Nell’esercizio 2025/26 sono stati prelevati circa 1,46 miliardi di dollari per necessità urgenti, con circa 1,42 miliardi destinati a spese sanitarie, comprese quelle dentali.
Rispetto al 2018/19, l’ammontare complessivo ritirato per ragioni di questo tipo è aumentato di circa il 220 per cento.
Le norme dell’Australian Taxation Office consentono l’accesso anticipato alla superannuation in circostanze specifiche, tra cui il pagamento di cure mediche o spese per funerali.
Per ottenere l’autorizzazione per motivi sanitari, due professionisti devono certificare che il trattamento sia necessario per alleviare dolore o disturbi mentali, oppure per far fronte a una malattia o un infortunio potenzialmente fatale.
Nel 2025/26 sono state approvate quasi 65mila domande, il cinque per cento in meno rispetto all’anno precedente.
La diminuzione non ha tuttavia dileguato le preoccupazioni delle autorità, che continuano a segnalare casi in cui il meccanismo sarebbe stato utilizzato per finanziare trattamenti non indispensabili o procedure costose.
L’ATO e l’Australian Health Practitioner Regulation Agency stanno intensificando i controlli su una tendenza ritenuta problematica: professionisti sanitari che incoraggiano i pazienti a ricorrere alla superannuation per sostenere spese che non dovrebbero rientrare nei criteri previsti.
Nel mirino sono finite in particolare campagne pubblicitarie sui social media e online che promuovono trattamenti di costo elevato, comprese alcune procedure odontoiatriche di natura estetica.
Nell’ultimo anno l’ATO ha incrementato le attività di verifica e ha imposto sanzioni per complessivi 1,5 milioni di dollari a professionisti accusati di aver fornito dichiarazioni fuorvianti per facilitare l’accesso anticipato ai fondi pensionistici.
Le cure dentali rappresentano di gran lunga la principale voce di spesa.
Nel 2025/26 sono stati ritirati 892 milioni di dollari per trattamenti odontoiatrici, contro circa 66 milioni nel 2018/19: un incremento di circa tredici volte la cifra precedente.
Anche i prelievi destinati alla fecondazione in vitro sono più che raddoppiati nell’arco di otto anni, passando da 36,2 milioni a 76,4 milioni di dollari.
Le organizzazioni del settore pensionistico sottolineano inoltre il costo di lungo periodo di queste decisioni.
Secondo le stime citate dal Super Members Council, un prelievo anticipato di 20mila dollari potrebbe tradursi in una riduzione del patrimonio pensionistico fino a 93mila dollari al momento del ritiro, a causa della perdita dei rendimenti composti.
Il ministro dei Servizi finanziari e vice ministro del Tesoro Daniel Mulino ha affermato che il governo continuerà a tenere sotto osservazione il fenomeno e valuterà eventuali ulteriori misure di tutela, ribadendo che gli australiani non dovrebbero essere spinti a utilizzare la propria superannuation per trattamenti medici o dentali non strettamente necessari.