PERTH – Colpo di scena giudiziario per Gina Rinehart: la donna più ricca d’Australia potrebbe dover condividere centinaia di milioni di dollari derivanti dal suo impero minerario dopo una sentenza che dà ragione, in parte, a due dinastie rivali.

La decisione è arrivata dalla Corte Suprema del Western Australia, dove la giudice Jennifer Smith ha depositato una sentenza di oltre 1.600 pagine al termine di un lungo contenzioso tra Hancock Prospecting e gli eredi di Peter Wright e Don Rhodes.

Il tribunale ha stabilito che le società Wright Prospecting e DFD Rhodes hanno diritto a una quota di royalties legate al progetto minerario Hope Downs, uno dei più importanti complessi di estrazione di ferro nella regione del Pilbara, gestito insieme a Rio Tinto.

Secondo la giudice, al centro della disputa vi sono accordi risalenti a decenni fa tra pionieri del settore che avevano collaborato nello sviluppo dei giacimenti. Accordi che, con il tempo, si sono trasformati in oggetto di interpretazioni opposte e accuse di violazioni contrattuali.

Hancock Prospecting dovrà quindi pagare royalties, interessi e costi legali. Anche se la cifra annuale stimata si aggira attorno ai 18 milioni di dollari, l’effetto cumulato su anni di produzione potrebbe far lievitare il conto fino a centinaia di milioni.

Non tutte le richieste dei ricorrenti sono però state accolte. La Corte ha respinto la domanda di Wright Prospecting di ottenere una partecipazione del 50% nei giacimenti di Hope Downs, ridimensionando così la portata della vittoria legale.

La disputa ha coinvolto anche membri della famiglia Rinehart, inclusi i figli della miliardaria, che avevano avanzato pretese su una quota dell’eredità mineraria del nonno Lang Hancock. Anche queste rivendicazioni sono state respinte.

Hancock Prospecting ha ribadito la propria posizione, sostenendo di aver sviluppato i progetti assumendosi tutti i rischi finanziari e operativi, e di essere quindi il legittimo proprietario degli asset.

Il caso potrebbe ora aprire nuovi capitoli giudiziari, tra possibili appelli e ulteriori controversie sulla quantificazione delle royalties.

Il progetto Hope Downs, avviato nel 2005 con Rio Tinto, rappresenta uno dei pilastri della produzione di ferro australiana. Ed è proprio su questa base che si gioca una partita legale che, anche dopo la sentenza, resta tutt’altro che conclusa.