ROMA - La decisione è stata ufficializzata dalla presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, durante un punto stampa al Vinitaly di Verona, dove ha spiegato che la scelta è stata presa “in considerazione della situazione attuale” e ribadendo che “quando ci sono cose che non condividiamo noi agiamo di conseguenza”.
Il memorandum, siglato nel 2003 durante il governo Berlusconi e successivamente rinnovato ogni 5 anni, rappresentava una cornice per la cooperazione nel settore della Difesa, includendo anche lo scambio di materiali militari e la collaborazione tecnologica tra le Forze armate. Il rinnovo sarebbe avvenuto automaticamente, ma l’esecutivo ha scelto di interromperlo, inviando un segnale politico al governo israeliano guidato da Benjamin Netanyahu.
La sospensione è maturata dopo una serie di tensioni con Israele, tra cui il divieto imposto al cardinale Pizzaballa di accedere al Santo Sepolcro e gli attacchi al contingente italiano Unifil.
La comunicazione formale è stata affidata al ministro della Difesa Guido Crosetto, che ha inviato una lettera al suo omologo israeliano Israel Katz. Da Tel Aviv è arrivata una reazione misurata, con il ministero degli Esteri che ha sottolineato che il memorandum “non ha mai avuto un contenuto concreto” e che la sospensione “non danneggerà la nostra sicurezza”.
Sul fronte politico interno, le opposizioni hanno accolto la decisione con favore, pur giudicandola tardiva. Diverse le interpretazioni sulle motivazioni della svolta: per alcune forze politiche si tratterebbe di una scelta dettata da esigenze di consenso, mentre altri, come il presidente del Senato Ignazio La Russa, la leggono come una posizione di equilibrio.
La linea dell’esecutivo resta comunque aperta a un possibile ripristino dell’accordo in futuro, qualora cambino le condizioni politiche e l’atteggiamento della controparte israeliana.