MELBOURNE – Mark Dreyfus ha portato davanti alla Commissione reale sull’antisemitismo e la coesione sociale la propria esperienza personale, descrivendo un clima politico e pubblico diventato più ostile dopo l’attacco di Hamas del 7 ottobre.

Il deputato Laburista, già procuratore generale nel governo Albanese, ha riferito di essere stato preso di mira con graffiti davanti al proprio ufficio elettorale e insultato nel centro di Melbourne da uno sconosciuto che lo avrebbe definito un “sionista genocida”.

Dreyfus, il cui padre fuggì da bambino dal regime nazista, ha spiegato che in 17 anni di Parlamento non aveva mai subito attacchi diretti per il fatto di essere ebreo. A suo giudizio, il confine viene superato quando le critiche a Israele vengono trasferite sugli ebrei australiani o quando questi ultimi vengono ritenuti responsabili delle decisioni del governo israeliano.

Il parlamentare ha dichiarato di essere un convinto sostenitore dell’esistenza di Israele come Stato ebraico, precisando però che ciò non implica un appoggio automatico all’esecutivo di Gerusalemme.

Tra le proposte presentate figura l’introduzione di poteri più forti per ottenere la rimozione di contenuti offensivi dalle piattaforme digitali. Secondo Dreyfus, cittadini e vittime dovrebbero poter avviare direttamente procedimenti davanti a tribunali o organismi amministrativi senza trovarsi schiacciati dalla maggiore capacità economica delle grandi società tecnologiche.

L’ex ministro ha sostenuto che l’applicazione delle regole non possa essere affidata soltanto all’eSafety Commissioner o a una singola agenzia federale. Il sistema dovrebbe consentire a chi subisce un danno di chiedere formalmente la cancellazione di un contenuto e ottenere una risposta rapida ed effettiva.

La proposta si inserisce nel lavoro del governo su un dovere di diligenza digitale, destinato a trasferire sulle piattaforme una parte maggiore della responsabilità per la prevenzione dei danni.

Meta, TikTok e YouTube hanno già testimoniato davanti alla commissione. Altri gruppi, tra cui X Corp di Elon Musk, sono stati criticati per avere rifiutato di collaborare pienamente con l’inchiesta.

Dreyfus ha inoltre chiesto di rafforzare le norme federali contro la diffamazione razziale, irrigidire i limiti sul possesso di armi e valutare zone di esclusione attorno a sinagoghe, scuole ebraiche e luoghi di ritrovo.

Il modello richiamato è quello delle aree protette già previste attorno alle cliniche per l’interruzione di gravidanza. L’obiettivo, ha spiegato, non sarebbe vietare le manifestazioni politiche, ma impedire che proteste e intimidazioni ostacolino il culto, l’istruzione e la vita comunitaria.

Dreyfus, veterano del Partito laburista e rappresentante del collegio di Isaacs, ha lasciato il gabinetto di governo dopo le ultime elezioni federali, ma continua a sedere nel Parlamento e a intervenire sui temi della giustizia e della sicurezza.