MOSCA - Droni ucraini hanno colpito un museo storico a Sebastopoli, nella Crimea annessa dalla Russia, in un nuovo attacco che amplia il raggio della guerra oltre il fronte militare coinvolgendo luoghi dal forte valore simbolico.
Il museo ricorda la Guerra di Crimea del 1853-1856, combattuta tra l’Impero russo e una coalizione che comprendeva anche l’Impero ottomano. La Russia fu sconfitta in quel conflitto, rimasto centrale nella memoria storica della penisola e nella narrazione imperiale di Mosca.
Il governatore installato dalla Russia a Sebastopoli, Mikhail Razvozhayev, ha scritto su Telegram che il tetto del museo è stato colpito. Non ha fornito dettagli sull’entità dei danni né sull’eventuale presenza di vittime. Nel suo messaggio ha definito l’attacco un sacrilegio e ha promesso una azione di risposta contro Kiev.
Altrove in Crimea, le autorità hanno ridotto gli orari notturni dei treni dopo un precedente attacco con droni che ha ferito un macchinista e ucciso il suo assistente. Il governatore generale installato da Mosca nella penisola, Sergei Aksyonov, ha annunciato la misura su Telegram. La Crimea, annessa dalla Russia nel 2014, sta inoltre facendo fornte a una carenza di carburante dopo una serie di raid ucraini, proprio all’inizio della stagione turistica.
La nuova ondata di attacchi si compie in una fase diplomatica ancora bloccata. Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky aveva proposto colloqui diretti con il presidente russo Vladimir Putin, ma Mosca ha respinto l’ipotesi. Dopo l’incidente ferroviario, il Cremlino ha accusato Kiev di indebolire gli sforzi per una soluzione pacifica.
In Russia, intanto, la città di Novokuibyshevsk, nella regione di Samara, importante polo petrolifero sul Volga con diverse raffinerie del gruppo statale Rosneft, ha respinto attacchi portati da droni. Le autorità hanno invitato i residenti a cercare riparo, mentre il trasporto pubblico è stato sospeso durante gli allarmi aerei.
Nella regione meridionale di Rostov, al confine con l’Ucraina, frammenti di un drone esploso in aria hanno provocato un incendio in un serbatoio di carburante in un sito civile. Anche Mosca ha segnalato raid in corso. Allarmi aerei sono stati diramati persino in regioni petrolifere e industriali molto lontane dall’Ucraina, tra cui Khanty-Mansiysk, Perm, Tyumen, Chelyabinsk e Sverdlovsk.
La strategia ucraina continua a colpire il sistema energetico russo. Per Mosca, terzo produttore mondiale di petrolio, il danno non è solo militare: è industriale, logistico e politico.