ROMA - La Procura di Roma ha chiesto la condanna all’ergastolo, con tre anni di isolamento diurno, per Francis Kaufmann, il cittadino statunitense di 47 anni accusato del duplice omicidio della compagna Anastasia Trofimova e della figlia Andromeda, i cui corpi furono ritrovati il 7 giugno 2025 nel parco di Villa Pamphili, nella capitale.
La richiesta è stata formulata durante la requisitoria davanti alla Corte d’Assise dai magistrati Giuseppe Cascini, procuratore aggiunto, e Antonio Verdi, pubblico ministero titolare dell’inchiesta.
A Kaufmann vengono contestati il duplice omicidio aggravato dai motivi futili e abietti e dalla minorata difesa, oltre alle aggravanti legate alla relazione affettiva con la compagna e al rapporto di discendenza con la figlia. Tra le accuse figura anche l’occultamento di cadavere.
Nel corso del suo intervento, il pm Verdi ha ricostruito i momenti del ritrovamento delle due vittime, soffermandosi sull’impatto avuto dalla scoperta del corpo della bambina, che aveva appena 14 mesi.
“Faccio il magistrato da 30 anni, ma quella telefonata che ho ricevuto quel giorno nessun pm vorrebbe riceverla”, ha raccontato.
Verdi ha ricordato di essere intervenuto personalmente sul luogo del ritrovamento, dove inizialmente era stato individuato il corpo della piccola Andromeda. Poco dopo, un agente gli aveva segnalato la presenza del cadavere di una donna a breve distanza.
Una parte centrale della requisitoria ha riguardato la capacità di intendere e di volere dell’imputato.
Secondo la Procura, Kaufmann avrebbe agito con piena lucidità, mostrando in diverse occasioni una notevole capacità di influenzare e manipolare le persone con cui entrava in contatto. Il pubblico ministero lo ha definito un “narcisista patologico”, sostenendo tuttavia che questa caratterizzazione non escluda la sua piena responsabilità penale.
A sostegno della propria ricostruzione, Verdi ha richiamato due precedenti controlli delle forze dell’ordine.
Il primo risale al 20 maggio 2025, quando Kaufmann venne fermato dalla polizia mentre aveva una ferita alla testa. Secondo il magistrato, il suo atteggiamento particolarmente disinvolto avrebbe indotto gli agenti a lasciarlo andare.
Un secondo episodio si verificò il 5 giugno, appena due giorni prima del ritrovamento dei corpi. Kaufmann fu nuovamente controllato mentre teneva la bambina in braccio, su segnalazione di una donna che aveva notato qualcosa di strano nel suo modo di tenere in braccio la bambina,
Nonostante fosse in stato di ebbrezza, secondo quanto riferito in aula dal pm, sarebbe riuscito a convincere gli agenti a non trattenerlo. Anzi, alla passante fu consigliato dagli stessi poliziotti di non intromettersi, per non rischiare noie giudiziarie.
“Li ha incartati, come si dice a Roma”, ha commentato Verdi, indicando nell’episodio un ulteriore esempio della presunta capacità manipolatoria dell’imputato.
La stessa condotta, secondo l’accusa, si sarebbe manifestata anche durante gli incontri con i magistrati in carcere. Verdi ha raccontato che Kaufmann avrebbe cercato di orientare il confronto con gli inquirenti attraverso critiche al sistema giudiziario italiano, lamentandosi anche della decisione dei genitori di Anastasia Trofimova di costituirsi parte civile nel processo.
Per la Procura, questi comportamenti confermerebbero la lucidità dell’imputato e la sua capacità di comprendere le conseguenze delle proprie azioni.
La Corte d’Assise dovrà ora valutare gli elementi raccolti nel procedimento e le argomentazioni delle parti. La sentenza è prevista per il 5 novembre, quando i giudici si pronunceranno sulle responsabilità di Kaufmann e sulla richiesta di ergastolo avanzata dall’accusa.