CANBERRA – A due anni dall’avvio del periodo quinquennale fissato dal governo federale, meno del quattro per cento delle abitazioni sociali e accessibili previste dal Housing Australia Future Fund è stato consegnato.

Secondo un rapporto pubblicato ieri dall’Australian National Audit Office, a maggio 2026 erano state completate 1.432 case sulle 40mila programmate entro la metà del 2029. Il revisore generale ha rilevato che il raggiungimento dell’obiettivo resta esposto a “notevole incertezza”.

Il fondo da 10 miliardi di dollari rappresenta uno degli strumenti centrali della politica abitativa del governo Albanese. Il risultato si aggiunge però alle difficoltà del più ampio programma nazionale, che prevede la costruzione di 1,2 milioni di nuove abitazioni nei cinque anni fino al giugno 2029. Il settore edilizio risulta già in ritardo di circa dodici mesi rispetto alla tabella di marcia.

Nel frattempo, la lista d’attesa per una casa sociale è passata da 155mila a 169mila persone nei dieci anni fino al giugno 2024.

L’indagine ha giudicato nel complesso efficace la progettazione iniziale del fondo da parte del Dipartimento del Tesoro, ma ha contestato allo stesso la mancata assunzione di una responsabilità chiara sulla realizzazione del programma e la limitata diffusione di informazioni sui progressi.

Le domande di finanziamento erano state aperte nel gennaio 2024, mentre gli accordi definitivi per la consegna delle abitazioni sono stati completati soltanto nel maggio 2026.

Secondo il revisore generale, il ritardo nella definizione delle strutture di governo e vigilanza ha ridotto la capacità del Dipartimento del Tesoro di controllare rischi e risultati. Anche dopo la loro approvazione, alcune procedure sarebbero state applicate in modo incoerente o sulla base di informazioni non aggiornate.

Il fondo finanzia operatori incaricati di costruire nuove abitazioni oppure di acquistare immobili appena realizzati da sviluppatori privati. Le case vengono poi affittate per 25 anni a prezzi inferiori a quelli di mercato, con un costo pubblico stimato in circa 393mila dollari per unità.

Delle 1.432 abitazioni consegnate, 762 sono state costruite direttamente dagli operatori del settore sociale. Le altre 670 erano state realizzate da imprese private e successivamente acquistate.

Il rapporto contiene cinque raccomandazioni su governo del programma, gestione dei rischi, verifica dei risultati e trasparenza. Il ministro dell’Edilizia abitativa Clare O’Neil le ha accettate tutte, ricordando che il progetto procede in uno dei mercati delle costruzioni più difficili degli ultimi decenni.

Il portavoce dell’opposizione Andrew Bragg ha invece accusato il governo di non avere realmente incrementato l’offerta, osservando che l’acquisto di immobili già costruiti non equivale alla creazione di nuove case.