MELBOURNE – Gli insegnanti, i dirigenti e il personale educativo delle scuole statali del Victoria incroceranno le braccia domani per la seconda grande mobilitazione dell’anno, dopo avere respinto una nuova proposta economica del governo statale.

Lo sciopero provocherà disagi in tutto lo Stato e potrebbe determinare la chiusura effettiva di numerosi istituti. Alcune scuole hanno già comunicato alle famiglie di non disporre di personale sufficiente per garantire lezioni o sorveglianza, mentre altre offriranno soltanto un’assistenza limitata agli studenti.

Agli alunni degli anni 11 e 12 è stato chiesto in diversi casi di restare a casa e dedicarsi allo studio autonomo. Gli insegnanti che aderiscono all’agitazione non potranno essere obbligati a predisporre materiale didattico per la giornata.

La vertenza per il nuovo contratto collettivo di dirigenti, docenti e personale ausiliario è bloccata da oltre un anno. Inizialmente, l’Australian Education Union (AEU) chiedeva un aumento del 35 per cento in tre anni, sostenendo che le retribuzioni del Victoria fossero nettamente inferiori a quelle offerte in altri Stati.

A marzo, circa 35mila lavoratori e sostenitori avevano partecipato a uno sciopero di 24 ore e a una marcia nel centro di Melbourne, fino al Parlamento statale. Era stata la prima astensione dal lavoro su scala statale in tredici anni.

A maggio, il sindacato aveva raggiunto un accordo di principio con il governo, che prevedeva aumenti compresi tra il 28 e il 32 per cento in quattro anni e più giornate senza studenti. Gli iscritti avevano però respinto la proposta, contestando carichi di lavoro eccessivi, finanziamenti insufficienti e incrementi inadeguati per il personale ausiliario.

La nuova offerta presentata la scorsa settimana estendeva a quest’ultimo un aumento del 28 per cento in quattro anni e dimezzava il numero delle riunioni obbligatorie. Più di 50mila iscritti hanno partecipato alla votazione e poco più del 51 per cento si è espresso contro.

Il presidente dell’AEU Victoria, Justin Mullaly, ha affermato che i lavoratori vogliono un’intesa triennale e misure più incisive per ridurre gli impegni amministrativi. Ha inoltre accusato il governo di non avere affrontato la carenza di personale, lasciando ai dipendenti il peso delle mansioni aggiuntive.

Domani i manifestanti si riuniranno presso il Bourke Street Mall e marceranno in direzione di Parliament House.

Il vicepremier e ministro statale dell’Istruzione Ben Carroll si è detto deluso, sostenendo che l’accordo avrebbe garantito al personale scolastico del Victoria le migliori retribuzioni e condizioni del Paese. Ha invitato i vertici sindacali a revocare lo sciopero, senza però indicare quali saranno i prossimi passi del governo.