DARWIN – Il Parlamento del Northern Territory ha approvato ieri sera una serie di modifiche legislative al sistema di protezione dei minori, definite dal governo del Country Liberal Party (CLP) “la revisione più ampia dell’ultima generazione”.

Il provvedimento è passato alle 22:30, al termine di un dibattito segnato dalle contestazioni di leader aborigeni, servizi legali e organizzazioni impegnate nella difesa dei diritti umani.

Il ministro per la Protezione dei minori Robyn Cahill ha sostenuto che, per troppo tempo, il sistema sia intervenuto quando le situazioni familiari erano già compromesse. Secondo Cahill, le nuove norme consentiranno invece azioni più tempestive e maggiori interventi rivolti ai nuclei in difficoltà.

“Non ci siamo limitati a dire che ogni bambino conta: lo abbiamo scritto nella legge”, ha dichiarato Cahill. Ha aggiunto che il governo intende intervenire prima, aiutare le famiglie a correggere le proprie condizioni e mantenere i bambini aborigeni legati ai parenti e alla cultura quando ciò sia compatibile con la loro sicurezza.

Il CLP ha spiegato che la riforma introduce obblighi di intervento preventivo, con l’obiettivo di offrire assistenza prima che si renda necessario l’allontanamento di un minore.

I critici temono però che le modifiche indeboliscano l’Aboriginal Child Placement Principle, cardine dell’attuale legislazione del Territorio. Il principio riconosce il legame con la terra, la cultura e la comunità come elemento essenziale per la sicurezza, il benessere e l’identità dei bambini indigeni.

Il governo sostiene invece di avere modernizzato il meccanismo, mantenendo l’obiettivo di preservare i rapporti con parenti e comunità. Il CLP ha inoltre introdotto un “principio universale”, secondo cui ogni decisione dovrà essere assunta nell’interesse superiore del bambino, indipendentemente dalla sua origine.

Il ministro capo Lia Finocchiaro ha affermato che la sicurezza dei minori sarà ora il criterio centrale dell’intero processo. Ha aggiunto che il sistema precedente non poteva restare invariato perché continuava, a suo giudizio, a tradire le esigenze dei bambini lasciandoli esposti ai pericoli.

Prima dell’esame parlamentare, centinaia di persone si erano radunate davanti a Parliament House. Alla protesta hanno partecipato rappresentanti dei servizi legali, organizzazioni contro la violenza domestica, famiglie coinvolte direttamente nel sistema e gruppi aborigeni.

Durante il dibattito è stato inoltre depositato un rapporto indipendente sulle condizioni familiari di Kumanjayi Little Baby prima della sua morte. La bambina di cinque anni sarebbe stata rapita da un’abitazione in un insediamento di Alice Springs per poi venire abusata e uccisa nell’aprile scorso.

L’inchiesta ha individuato gravi carenze nella gestione del caso da parte del dipartimento e ha formulato sette raccomandazioni, compresa una revisione complessiva del modello operativo.