Tormentone sì o tormentone no? Da qualche anno ci si interroga sul fenomeno che fino a qualche tempo fa era una certezza e che però ha perso un po’ di smalto. Piattaforme, radio, Tv, spot pubblicitari, social hanno incredibilmente frammentato la fruizione della musica, tormentone compreso.
L’idea stessa di “canzone dell’estate” oggi è più fluida: non c’è più un solo brano dominante, ma una costellazione di pezzi che si contendono attenzione, streaming e passaggi radiofonici, spesso con cicli di vita più brevi e imprevedibili. E così a inizio estate non è chiaro chi sarà incoronato re o regina dell’estate 2026. Sicuramente ci sta provando un trio di artiste d’eccezione: le note di Al mio paese di Serena Brancale, Levante e Delia hanno fatto breccia. Probabilmente non un capolavoro (ma è necessario che i tormentoni lo siano?) ma con un ritmo e un ritornello martellanti che puntano dritti alla memorizzazione immediata. Non mancano ovviamente i ritmi latini, mixati con urban e sonorità pop-dance. Ecco dunque far capolino La testa gira di Fred De Palma con Anitta ed Emis Killa: collaborazione internazionale e crossover linguistico che conferma una tendenza ormai consolidata, quella della musica pensata per circolare velocemente tra playlist globali e TikTok.
Nell’anno dei Mondiali, Shakira torna a dare la scossa con l’allegra Dai Dai con Burna Boy, brano ufficiale della World Cup 2026, che prova ad andare oltre gli stadi americani. Anche se sarà difficile replicare il successo di Waka Waka del 2010, che ai tempi del campionato in Sudafrica lasciò un segno profondo nell’immaginario pop globale.
Alfa, idolo della generazione Z, tenta la sorte della calura estiva in coppia con Jovanotti. Insieme hanno modellato sulle loro voci la spensierata (all’apparenza) Buon vento. L’anno scorso, a settembre, il giovane cantautore genovese con Manu Chao poté guardare con soddisfazione ai mesi passati grazie al successo di A me mi piace. Un’operazione simile, che punta sull’effetto nostalgia ma rielaborato in chiave contemporanea, è quella tentata da Benji & Fede con Viva la vasca, che recupera uno dei ritornelli più iconici degli anni Duemila, ovvero La vasca di Alex Britti, qui arricchita anche dalla sua presenza in un cameo.
Un po’ defilati, almeno per ora, i The Kolors, ormai destinati a presidiare con continuità il mercato del tormentone dopo il successo di Italodisco. Dopo Karma e Pronto come va tra 2024 e 2025, per il 2026 provano a rientrare in rotazione con Partenop, preceduta dalla reggaeggiante Rolling Stones. Nella stessa scia pop-dance si muovono anche i Pinguini Tattici Nucleari con Sorry scusa lo siento, confermando la loro capacità di costruire ritornelli immediati e trasversali.
Prosegue il suo percorso Artie 6ive con Swag Music, uscito a metà maggio ed entrato rapidamente nella corsa al tormentone fino a raggiungere il primo posto della Top 50 di Spotify Italia, segno di come lo streaming sia ormai uno degli indicatori principali del successo estivo.
Tra le nuove uscite si inseriscono anche altri brani che stanno popolando radio e playlist stagionali, a testimonianza di un’estate particolarmente affollata sul piano discografico. Anna, tra le artiste italiane più ascoltate degli ultimi anni, propone White girl wasted, un brano dal taglio internazionale che punta a consolidare la sua presenza nella scena urban-pop.
Angelina Mango e Marco Mengoni con Canto d’amore giocano invece su una combinazione vocale fortemente riconoscibile, orientata a un pop melodico di facile presa. Francesco Renga e Giusy Ferreri con Non dovrei non dovresti riportano in primo piano una dimensione più radiofonica e classica del pop italiano, mentre Gianni Morandi e Alessandra Amoroso con Hit Parade puntano su un dialogo generazionale che mescola esperienza e attualità. Baby K, ormai presenza fissa nelle classifiche estive, torna con Tucamacarena, ennesimo tentativo di fondere latin pop e richiami nostalgici da dancefloor anni Novanta. A questi si aggiunge anche M’ama non m’ama di Madame, che rappresenta una sfumatura diversa rispetto ai classici tormentoni estivi. Il brano si muove su un equilibrio tra introspezione e immediatezza pop, con una scrittura più personale ma una produzione comunque pensata per restare in rotazione tra radio e playlist. In un’estate in cui la distinzione tra hit “da ballare” e canzoni “da ascoltare” si fa sempre più sottile, Madame riesce a inserirsi con una proposta che non punta solo all’esplosione virale, ma a una presenza costante e più sfumata nel panorama musicale della stagione.
Accanto ai nomi già citati, si muove anche una nuova ondata di singoli che stanno contribuendo a rendere la stagione ancora più frammentata: diversi artisti emergenti e affermati stanno pubblicando brani pensati più per la viralità immediata che per la lunga durata, con strutture brevi, ritornelli ripetuti e produzioni costruite per i social.
In questo scenario, anche pezzi meno “promossi” possono improvvisamente esplodere grazie a trend su piattaforme video, rendendo ancora più difficile prevedere quale sarà davvero il tormentone ufficiale. Hanno appena calato le loro carte anche altri nomi importanti del panorama italiano, e sarà solo nelle prossime settimane che si capirà chi avrà scelto davvero la combinazione giusta tra melodia, tempismo e presenza mediatica.
Tra tanta offerta, c’è chi resta fermo sulla riva del fiume a osservare lo spettacolo: Samurai Jay sembra aver già trovato la sua dimensione con Ossessione. A più di quattro mesi dalla partecipazione al Festival di Sanremo, il brano continua a dominare le classifiche dei singoli più ascoltati, segno che a volte il vero tormentone non segue necessariamente la logica stagionale.