ROMA - Il caldo continua a stringere l’Europa in una morsa soffocante, in quello che si sta rivelando il mese di maggio più rovente degli ultimi ottant’anni. Le temperature, stabilmente e pesantemente al di sopra delle medie stagionali, stanno flagellando gran parte del continente, accompagnate da una crescente allerta per violenti temporali di calore.
Un’emergenza climatica e umanitaria che il Segretario esecutivo delle Nazioni Unite per il cambiamento climatico, Simon Stiell, ha definito “un monito inequivocabile delle crescenti ripercussioni umane ed economiche della crisi globale”.
A fotografare la gravità della situazione sono stati i satelliti Sentinel-3 della missione Copernicus, gestita dall’Agenzia spaziale europea (Esa) e dalla Commissione Europea.
Le immagini termiche diurne della superficie terrestre restituiscono uno scenario prettamente estivo: una vastissima macchia rossa (simbolo delle temperature del suolo più elevate, capaci di trattenere il calore molto più dell’aria) ricopre la Spagna, parte del Regno Unito, della Francia, dell’Europa orientale e dell’Italia, in particolare la Pianura Padana e ampie aree di Lazio, Campania, Puglia, Sicilia e Sardegna.
Sebbene si manifesti in tarda primavera, questa ondata di calore è il frutto dello stesso meccanismo osservato in piena estate: un sistema stazionario di alta pressione che blocca le perturbazioni e intrappola il caldo.
“Lo schema è quello tipico delle ondate di calore estive – spiega Lorenzo Giovannini, fisico dell’atmosfera dell’Università di Trento –. La massa di aria calda è arrivata dal Nord Africa, in particolare dal Marocco, ed è per questo che le regioni più colpite sono quelle dell’Europa occidentale, mentre l’Italia è stata colpita soprattutto al Nord”.
Il fenomeno si sta traducendo in anomalie termiche eccezionali: decine di stazioni meteorologiche in Francia, Cornovaglia e Inghilterra meridionale hanno polverizzato i loro record storici di maggio, con massime superiori alla media anche di 12-14 gradi. A preoccupare gli esperti sono però anche le minime, che non scendono sotto i 20 gradi dando vita a “notti tropicali” del tutto insolite per il periodo, insieme a uno zero termico schizzato a quote d’alta montagna.
Un trend, quello delle estati anticipate, che sta diventando sempre più precoce e frequente. Se il primo caso emblematico risale al 2003, da allora l’Europa ha affrontato altri 7-8 episodi analoghi (tra cui i picchi del 2007, del 2022 e il più recente a fine maggio 2025). “È difficile attribuire un singolo evento al riscaldamento globale – aggiunge Giovannini – ma le temperature di partenza già più alte a causa del cambiamento climatico rendono sicuramente questi fenomeni più intensi, frequenti e precoci”.
La Francia sta affrontando un’ondata di calore definita dalle autorità “senza precedenti”, con 13 dipartimenti in allerta arancione. Le temperature oscillano tra i 30 e i 35 gradi su gran parte del territorio, con picchi di 38 gradi nel Poitou-Charentes, nella Valle della Loira e sulla costa mediterranea.
Il caldo sta deteriorando rapidamente la qualità dell’aria per l’accumulo di ozono, mentre sui rilievi alpini e pirenaici si temono intensi temporali. Drammatico il bilancio umano: si registrano già otto decessi legati all’afa, tra cui sei annegamenti di persone in cerca di refrigerio (incluso un minore) e due malori durante l’attività sportiva.
In Spagna sono dieci le comunità autonome in stato di allerta. Il termometro supera ovunque i 34 gradi con punte di 37, e la regione di Biscaglia (nei Paesi Baschi) è in allerta arancione. I servizi meteorologici prevedono che la situazione rimarrà critica fino a metà della prossima settimana. In Portogallo le massime toccheranno i 38 gradi e nel distretto meridionale di Faro l’allerta per il rischio di incendi boschivi è massima.
Dopo il record storico di 35 gradi registrato martedì, il Regno Unito sta vivendo una tregua temporanea con il termometro sceso a 24 gradi. Il Met Office avverte però che il caldo intenso è destinato a tornare sopra i 30 gradi nelle prossime ore, prima di un definitivo calo nel fine settimana supportato dall’arrivo delle piogge. Anche oltremanica si piangono sei vittime per annegamento nei corsi d’acqua e una persona risulta ancora dispersa.
La fiammata africana sta raggiungendo il suo picco anche nell’Europa Centrale e i Balcani, dove si toccheranno i 36 gradi. Tuttavia, la pressione è destinata a cedere a breve per l’arrivo di un fronte freddo da nord-ovest.
La circolazione atmosferica è destinata a cambiare a breve. L’afflusso di aria più fresca da Nord-Est determinerà un graduale cedimento dell’anticiclone. In Italia e nei Balcani questo scontro tra masse d’aria differenti provocherà una forte instabilità, con il rischio di violenti temporali localizzati. Le temperature subiranno un calo riavvicinandosi alle medie del periodo, pur rimanendo, con ogni probabilità, leggermente al di sopra della norma.